Sicurezza
Moni Ovadia: no alla scuola di Renzi
L’artista sostiene Andrea Corti e Tiziana Nadalutti (Sì-Toscana a sinistra)
PISA. «Sì alla scuola buona e laica, no alla “buona scuola” di Renzi». È il tema dell’incontro organizzato ieri dalla lista “Sì-Toscana a sinistra”, nel complesso Concetto Marchesi. Ospite della conferenza Moni Ovadia, in città per sostenere le candidature di Andrea Corti e di Tiziana Nadalutti alle elezioni regionali. «Lo stato di questo edificio è collegato al deficit di finanziamenti all’edilizia scolastica, alla de-costruzione della scuola prevista dalla riforma di Renzi, ma anche all’episodio palesemente razzista avvenuto a Pisa - dice Corti, riferendosi alle offese alla studentessa 14enne senegalese-. Non va sottovalutato. Il fatto che certi gesti siano compiuti dagli adolescenti è ancora più grave».
«L’argomentazione usata dai ragazzi che hanno offeso la giovane è alla base di tutti i razzismi: “il diverso non può essere migliore e se è migliore allora è un usurpatore”. Questo ragionamento ha portato allo sterminio degli ebrei - commenta Ovadia -. La responsabilità è delle famiglie e della scuola, che deve spiegare che da 40.000 anni sulla Terra esiste un solo esiste umano: l’homo sapiens africanus. Siamo tutti di origine africana. La scuola dovrebbe insegnare i principi fondamentali sanciti dalla Costituzione, l’educazione civica dovrebbe una materia vincolante». E sui colpevoli dice: «Nessuna repressione o violenza, ma cultura. Una punizione giusta, ragionevole e severa. San Vittore crea delinquenza. Chi non parla è anche peggio di ha offeso. Come dice Dante, sono “senza infamia e senza lode”».
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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