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Migranti nei Comuni: scattano le quote per l’accoglienza

Pietro Barghigiani
Profughi a San Rossore
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Profughi a San Rossore

La regola: sopra i 10.000 abitanti al massimo 30 persone. Banca dati sulla disponibilità delle seconde case o sfitte

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PISA. Vengono istituite le quote migranti per ciascuno dei 37 Comuni della provincia che con oltre 400.000 abitanti deve farsi carico dell’11 per cento dei profughi che in qualunque momento, dopo gli sbarchi in Sicilia, possono arrivare sul territorio toscano. L’ultima previsione ne indica almeno 6000 in regione che, tradotto a livello provinciale, significa 660 richiedenti asilo a cui dare un tetto. Ora sono circa 300.

È stato deciso ieri mattina al termine della riunione della cabina di regia presieduta dal prefetto, Attilio Visconti alla quale hanno partecipato i sindaci, il presidente della Provincia, Marco Filippeschi e i vertici della Società della Salute «per condividere tutte le possibili iniziative utili a favorire l’accoglienza diffusa sul nostro territorio».

Quote migranti. La regola fissata è quella secondo la quale i Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti possono accogliere fino a 20 migranti; quelli sopra tale soglia si fermano a non più di 30 persone. Sarà un bando, di prossima pubblicazione d’intesa con la Regione, a definire meglio i contorni di un quadro di accoglienza che mira a non creare aggregazioni numerose, ma aggiunge una garanzia in più per eliminare possibili scenari di tensione: per la prima volta l’ospitalità degli stranieri prevede l’assenso del sindaco.

Banca dati. Prefetto e Comuni guardano con speranza anche ai privati e alla loro consistenza patrimoniale. Una delle principali iniziative condivise dalla cabina di regina è stata la creazione di una banca dati in cui far confluire le disponibilità alloggiative «comunicate dai privati, proprietari di seconde case o di case sfitte, da mettere a disposizione della cabina di regia». Una fotografia aggiornata per capire in tempo reale su quale offerta di soluzioni abitative poter fare affidamento in caso di accoglienze improvvise. Limiti condominiali. L’altro aspetto che punta a disinnescare eventuali convivenze litigiose riguarda il limite da applicare nei condomini: nello stesso edificio non potranno essere utilizzati più di 3 appartamenti da destinare all’accoglienza dei profughi.

«Ritengo indispensabile – afferma il prefetto – l’azione della cabina di regia, poiché sulla sua attività intendo sempre coinvolgere anche la Regione, come è avvenuto per il bando di gara che, prima della sua pubblicazione, è stato condiviso dalla Regione stessa. Inoltre allargherò la cabina di regia anche agli organi non istituzionali che a vario titolo concorrono al sistema di accoglienza dei migranti».

Filippeschi soddisfatto. Per il sindaco di Pisa e presidente della Provincia, Marco Filippeschi «è stata una riunione positiva. C'è stata una seria assunzione di responsabilità per un'accoglienza diffusa ed equilibrata, secondo il modello sperimentato con risultati positivi dalla Toscana di fronte a precedenti emergenze. Ci prepariamo, chiedendo che le nuove politiche europee consentano di gestire anche questa emergenza. Mobilitiamo le istituzioni locali, il volontariato sociale e l'associazionismo, chiedendo l'uso di patrimonio disponibile ed adeguato e di mettere a disposizione l'esperienza preziosa che ha distinto la nostra comunità».

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