Lutto
«Vicenda gravissima». Il sindaco: «Sia fatta chiarezza»
PISA. «La città non accetterà che fatti del genere siano considerati normalità e tutti dobbiamo interrogarci e reagire. Intanto diamo piena solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia. Poi...
PISA. «La città non accetterà che fatti del genere siano considerati normalità e tutti dobbiamo interrogarci e reagire. Intanto diamo piena solidarietà alla ragazza e alla sua famiglia. Poi valuteremo quali iniziative intraprendere».
Lo afferma il sindaco, Marco Filippeschi, commentando la vicenda degli insulti anonimi razzisti nei confronti di una studentessa quattordicenne di origini senegalesi che frequenta un istituto superiore cittadino.
«Chiedo che gli inquirenti - aggiunge il primo cittadino - accertino le responsabilità del caso, con la delicatezza che si richiede e con prontezza. Se si trattasse di un caso di bullismo di matrice razzista sarebbe molto grave».
Solidarietà alla studentessa anche dal presidente del consiglio comunale, Ranieri Del Torto, che definisce l'episodio «gravissimo, tanto più perché avvenuto tra i banchi di una scuola, il luogo che invece avrebbe dovuto essere in prima linea contro simili azioni».
Durissimo il commento del segretario provinciale della Cgil, Gianfranco Francese, che parla di «frutto avvelenato della propaganda xenofoba e razzista che negli ultimi tempi ha toccato anche Pisa».
Secondo il capolista Pd nel collegio pisano delle regionali, Antonio Mazzeo, una «vicenda gravissima e ingiustificabile. Il merito non ha colore. A questa giovane e bravissima studentessa che ha una splendida pagella, il massimo dei voti in diritto e dice di voler diventare avvocato, auguro di realizzare il suo sogno e spero con tutto il cuore che possa farlo a Pisa e valorizzare il suo talento e le sue capacità sul nostro territorio. Spero di poterla incontrare presto per dirle anche di persona che la sua intelligenza e la sua bravura dovranno essere un esempio per tutti. È questa la migliore risposta possibile per sconfiggere ogni pregiudizio e ogni becera discriminazione razzista che non smetteremo mai di combattere con ogni forza».
Stigmatizza l'episodio anche Francesco Nocchi (Pd), anche lui candidato alle regionali, e precisa che si tratta di «atti ripugnanti che sono anche frutto di una politica, quella della destra populista, che in cerca di consenso a ogni costo, non esita a diffondere veleno: chi pensa di non votare il 31 maggio perché tanto sono tutti uguali, pensi che non scegliere significa anche permettere che questo orrore si perpetui e si diffonda».
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