Sicurezza
La Casa della Donna sfrattata dalla Provincia
PISA. La Casa della Donna, istituzione storica per le donne di Pisa e non solo, rischia di perdere la sede di via Galli Tassi. La Provincia ha deciso di includere l'edificio tra i beni alienabili....
PISA. La Casa della Donna, istituzione storica per le donne di Pisa e non solo, rischia di perdere la sede di via Galli Tassi. La Provincia ha deciso di includere l'edificio tra i beni alienabili. Dopo 25 anni di promozione dei diritti sociali delle donne, di rapporti consolidati con le istituzioni e di riconoscimenti per l'attività dei centri antiviolenza, l'associazione lancia una raccolta firme per non abbandonare la sua sede: “Io sostengo la casa della Donna e tu?”. Più di 500 persone in quattro giorni hanno già aderito, firmando l'appello presso la segreteria del centro. E' possibile farlo anche da casa, mandando un fax al n. 050550627, o una mail con le proprie generalità all'indirizzo iosostengolacasadelladonna@gmail.com .
Negli ultimi mesi le socie della Casa della Donna hanno ripetutamente sollecitato un incontro con il sindaco Marco Filippeschi, attuale presidente della Provincia. L'unica alternativa offerta in via ufficiosa diversi mesi fa riguardava il trasferimento del solo centro antiviolenza presso un'altra struttura della Provincia, in via Gioberti, circa 90 mq. «Un'ipotesi né certa, né adeguata alle esigenze della Casa della Donna - ha detto la sua presidente, Carla Pochini -. Attualmente strutturiamo le molteplici attività su circa 300 mq. Al primo piano una biblioteca di genere unica in Toscana, comprensiva di una saletta per la consultazione di testi e, all'occorrenza, disimpegno per i bambini al seguito delle mamme. Al secondo i locali più ampi ospitano gli incontri delle socie, i corsi di alfabetizzazione per straniere, la formazione delle operatrici. Per due volte al mese diventa sede dell'Opi, per l'assistenza psicoterapeutica a donne operate per malattie oncologiche. Al terzo piano ci sono “Telefono donna” e altre stanze dove ricevere assistenza legale o psicologica. Nel 2014 si sono rivolte 300 donne» . «Abbiamo inoltre progetti di cooperazione nazionali e internazionali- ha detto Giovannna Zitiello, coordinatrice Centro antiviolenza -. Ma anche per i progetti ora la cassa è vuota». «Abbiamo difficoltà a portare avanti quelli avviati un anno fa per i quali erano stati anticipati il 30 o il 40% delll'importo» ha aggiunto Pochini. L'associazione promuove una campagna di tesseramento, 30 euro per socie ordinarie, 10 per le studentesse o precarie. Si puo' procedere ad una donazione presso la sede o versamento su c/c bancario codice Iban IT21N0503414024000000218367, o donare il 5xmille indicando nella sezione apposita del mod. 730 Associazione Casa della Donna CF 93033330502.
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