Il Tirreno

Pisa

l'appuntamento

Arriva Canapisa, la street parade antiproibizionista

Sharon Braithwaite
La manifestazione Canapisa che ha sfilato l'anno scorso in città
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La manifestazione Canapisa che ha sfilato l'anno scorso in città

Il corteo sfilerà per le strade sabato 23 maggio dalle ore 16. Oltre quattromila adesioni su Facebook

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PISA. Sabato 23 maggio torna Canapisa. La street parade anti-proibizionista, giunta alla quindicesima edizione, è un appuntamento fisso per chi da anni chiede la legalizzazione delle droghe. Una manifestazione nazionale che l’anno scorso vide la partecipazione di quasi diecimila persone e anche quest’anno si preannuncia affollata: l’evento ufficiale su Facebook conta già più di quattromila partecipanti.

L’appuntamento per i manifestanti è alle 16 in piazza della Stazione, invece della storica piazza Sant’Antonio, ritenuta inadeguata per grandezza dalla questura. Il percorso sarà quello dell’anno scorso: viale Bonaini, piazza Guerrazzi, lungarno Fibonacci, ponte della Fortezza, via del Borghetto. Il corteo concluderà la sua marcia in via Canavari, dietro il carcere Don Bosco, con spettacolo pirotecnico e altre sorprese. L’iniziativa è organizzata dall’Osservatorio anti-proibizionista e dal Canapisa Crew.

Ci saranno sette camion con sound diversi, più altri dedicati all’unità di riduzione del danno e a chi ha problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. Sarà fornita acqua gratis ai partecipanti, come nelle passate edizioni, e nessun superalcolico. La novità di quest’anno sarà la presenza di un autocarro su cui suoneranno dei gruppi musicali. Ogni anno l’iniziativa è accompagnata da numerose polemiche, circa l’adeguatezza di Pisa ad ospitare questo genere di eventi.

"Siamo consapevoli del disagio che il corteo arrecherà agli automobilisti, per questo accogliamo tutte le richieste della questura sul percorso – spiega Pierluigi Dell’Aquila, uno degli organizzatori -. Il nostro obiettivo non è scontrarci con la popolazione, ma fare informazione sulle sostanze e il loro utilizzo, per ridurre il danno e per contrastare l’uso massiccio delle droghe. Sarà una protesta pacifica e festosa".

I promotori di Canapisa definiscono le attuali politiche sulle droghe "repressive e persecutorie, ingiuste e insopportabili. Le persone che fanno uso di sostanze psicoattive hanno il diritto di non essere discriminati: devono essere puniti se compiono un reato, non per uno stile di vita o un’abitudine al consumo che non ha effetti su terze persone – dice Dell’Aquila - . Siamo per l’auto-determinazione. Chiediamo una regolamentazione delle droghe, che permetta alle singole persone di coltivare cannabis per se stessi, senza fini di lucro".

Altro aspetto affrontato dalla manifestazione è quello dell’uso della cannabis ad uso terapeutico. L’osservatorio antiproibizionista considera il percorso italiano e toscano dell’uso terapeutico della cannabis "un’ulteriore falsificazione della natura di questa pianta. Si dice che la Toscana sia una delle regioni più avanzate in questo ambito: in realtà sono solo 60 gli italiani che ogni anno riescono ad ottenerla; gli altri si rivolgono al mercato illegale o la coltivano – dice Alberto Mari -. Da qui nasce l’idea dei “cannabis social club”, delle associazioni riconosciute senza scopo di lucro, formate da malati che coltivano la canapa e la condividono. A giugno uscirà il primo farmaco italiano a base di fluorescenze di canapa, prodotto dal centro militare farmaceutico".
 

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