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Pisa

Migranti in provincia arrivati a quota 300

Migranti in provincia arrivati a quota 300

Le ultime accoglienze (50 persone) tra Piaggerta a San Rossore, Croce Rossa, Valdarno e Volterra

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PISA. Il territorio della provincia di Pisa è ormai arrivato a quota 300 migranti. Tra sabato e domenica ne sono arrivati altri 50: in particolare, 34 sabato e 16 nella giornata di ieri.

La prefettura ha sistemato gli ultimi arrivati tra San Rossore, a Piaggerta, e la sede della Croce Rossa Italiana, mentre altre sistemazioni sono state reperite a Perignano, Castelfranco di Sotto, Riparbella (tre donne ospitate), Volterra e altri comuni del Valdarno.

La situazione comincia a farsi complicata. E a breve non pare esserci l’individuazione di un centro di primo approdo temporaneo dove far transitare per un giorno o due i migranti prima di collocarli sul territorio secondo la filosofia dell’accoglienza diffusa.

Ma a lungo andare spazi in esaurimento e convivenze difficili potrebbero diventare un cocktail capace di creare tensioni.

Intanto, dal suo profilo Facebook, il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio, bersaglio di minacce attraverso Facebook («ma ci siamo chiariti di persona, nessun problema» minimizza), torna a smontare ricostruzioni fantasiose sul caso migranti diffuse online, ma non solo. «Devo nuovamente smentire alcune voci che stanno circolando: le strutture dell’Hotel Pisa (ex Granduca) non ospiteranno profughi».

L’Hotel Pisa, come noto, è da tempo al centro di una procedura fallimentare: i suoi locali sono sigillati «e le strutture - sottolinea Di Maio - sono quindi inagibili».

«Altrettanto infondata - aggiunge il sindaco di San Giuliano Terme - è la voce che vuole una tendopoli per i profughi nella località Molina di Quosa. Invito tutti a non creare inutili allarmismi che hanno come unica conseguenza quella di fomentare la “paura dell’invasione” e favorire atteggiamenti e comportamenti xenofobi». «La nostra - conclude Sergio Di Maio - è una comunità che si è sempre distinta per la generosità e lo spirito di accoglienza: caratteri che dobbiamo mantenere nonostante il particolare momento storico».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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