Il Tirreno

Pisa

LA PROFESSORESSA TRAFELI (FUCINI)

«Mai detto che le cerimonie sono inutili e retoriche»

«Mai detto che le cerimonie sono inutili e retoriche»

PISA. Il 14 maggio qualcuno ha malignato che i cosiddetti “corsi di cultura rom”, quel progetto sull’integrazione che si svolgono in sette istituti comprensivi di Pisa, alla scuola Fucini fossero...

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il 14 maggio qualcuno ha malignato che i cosiddetti “corsi di cultura rom”, quel progetto sull’integrazione che si svolgono in sette istituti comprensivi di Pisa, alla scuola Fucini fossero saltati perché della polemica che avevano provocato si era parlato sia sulla stampa nazionale che locale. “Il Tirreno” è tra gli organi che hanno un’informazione corretta: abbiamo scritto che quella mattina i ragazzi della Fucini erano impegnati al giardino “Falcone e Borsellino”; e volentieri pubblichiamo una nota in cui la professoressa Marta Trafeli, responsabile del progetto sull’integrazione nella scuola media vicina all’aeroporto, evidenzia «l’importanza di eventi come quello al giardino “Falcone e Borsellino” e il mio impegno per la loro riuscita. Sono un’insegnante dell’Istituto comprensivo “Fucini” e da sempre lavoro con i miei alunni sui valori della legalità e della partecipazione attiva. Quest’anno abbiamo preso parte al progetto “Sentinelle della legalità” che ha visto i ragazzi protagonisti di indagini all’interno dei quartieri in cui vivono (San Giusto e San Marco) e promotori di cambiamenti, in un dialogo costruttivo con il Comune».

Il lungo percorso didattico ha avuto il suo acme proprio giovedì scorso: «La cerimonia al giardino “Falcone e Borsellino” – prosegue l’insegnante – ha rappresentato uno dei momenti più significativi di questo progetto. Infatti, i ragazzi, che avevano iniziato il loro lavoro riflettendo sui valori trasmessi dall’operato dei due magistrati, quelli dell’impegno, della partecipazione, della coerenza, lo concludevano dedicandolo a chi per questi valori ha dato la vita». In conclusione: «Questa cerimonia, quindi, per me e per i miei alunni non è stata retorica celebrazione, ma autentica partecipazione a degli ideali di civiltà esemplificati dalla vita dei due magistrati. Questo mio percorso professionale dimostra, in tutta evidenza, non certo il mio scetticismo, ma la mia sincera adesione a questa iniziativa. Il ricordo è importante, il rischio di dimenticare e di diventare indifferenti sono grandi, le cerimonie sulla “memoria” ci aiutano a diventare migliori. Non ho mai detto che sono inutili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa