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Provincia, sono quaranta i posti di lavoro a rischio

Provincia, sono quaranta i posti di lavoro a rischio

Scade a fine giugno l’appalto della cooperativa che svolge il servizio di portierato In dubbio anche gli altri esternalizzati: gli addetti alle pulizie e gli operai agricoli

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PISA. Dopo tredici anni di servizio rischiano di essere mandati a casa senza alcuna certezza di futuro. I 18 lavoratori in appalto impiegati nel servizio di portierato della Provincia di Pisa saranno le prime “vittime” della riforma Delrio. Il 30 giugno scadrà il contratto di appalto con la cooperativa Cft (ex Arca) che li lega all’ente di piazza Vittorio da oltre un decennio, da quando nel luglio 2002 la Provincia ha deciso di esternalizzare alcuni servizi. Per loro si prospetta un licenziamento senza possibilità di ricollocamento. «La Provincia non ha più risorse e sta perdendo le deleghe, ma la Regione non ha ancora provveduto a trasferirle ad altri enti locali - accusa Roberto Cini, addetto al servizio di portierato -. Siamo vicini alle elezioni e chi deve provvedere al passaggio pensa a fare la campagna elettorale anziché convocare i sindacati che, dopo l’apertura del tavolo per i dipendenti diretti, hanno chiesto di convocarne uno anche per i lavoratori esternalizzati, senza però ricevere risposta».

Mentre i lavoratori diretti saranno trasferiti negli altri enti locali, per quelli in appalto non è ancora chiaro il destino cui andranno incontro. «Siamo in un limbo - prosegue Cini -. Il tempo passa e nessuno muove un dito per risolvere la nostra situazione». Senza una soluzione, alla scadenza dell’appalto, i 18 lavoratori andranno a casa, così come tutti gli altri lavoratori in appalto. La Provincia impiega circa 40 dipendenti esternalizzati, tra part-time e full-time. Oltre ai 18 addetti al servizio portierato nella sede centrale e nei vari centri impieghi dislocati su tutto il territorio provinciale, l’ente di piazza Vittorio impiega, in appalto, altri 18 addetti alle pulizie e alcuni operai agricoli.

Oltre al licenziamento dei lavoratori esternalizzati, secondo i Cobas, nella sola provincia di Pisa,si perderanno anche le posizioni dei «54 dipendenti destinati alla pensione o ai prepensionamenti che non saranno sostituiti». «Solo chi è culturalmente complice di questo sistema - accusa il sindacato di base - può ancora pensare che la soppressione delle Province sia stata fatta per rendere più efficiente e meno costosa la pubblica amministrazione e negare l’esistenza di un progetto di licenziamenti di massa. In questa situazione stanno andando allo sfacelo anche i servizi: non ci sono soldi per tappare le buche sulle strade, tagliare l’erba, intervenire per la manutenzione nelle scuole e altri importanti servizi come la protezione civile verranno fortemente ridimensionati se non addirittura abbandonati».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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