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Pisa

Lutto al cineclub Arsenale morta una delle fondatrici

Lutto al cineclub Arsenale morta una delle fondatrici

Scomparsa Daniela Meucci. L’amico Gabbrielli: «Una passione straordinaria» Il ricordo del professor Sainati: «Era una donna rigorosa e senza fronzoli»

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PISA. Dopo una breve malattia è deceduta Daniela Meucci, 66 anni, una delle anime del cineclub Arsenale, di cui è stata la fondatrice con Alberto Gabbrielli nel 1982. Un lutto per la cultura pisana, ma non solo, considerando quanto è stato ed è centrale il ruolo del cineclub.

Daniela Meucci era una donna infaticabile trasportata dalla passione per il cinema. «Daniela programmava duecento film e settanta incontri ogni anno» afferma Alberto Gabbrielli con cui divideva le lunghe giornate di lavoro. Qualche anno fa l’Arsenale passò un periodo di crisi, poi superata. «Fu una fase difficilissima, ma ci siamo ripresi. - continua Gabbrielli - Ci fu una grande campagna e sono state le persone, il pubblico a invogliarci e chiederci di continuare. Daniela ha accettato la battaglia che siamo riusciti a vincere. E ne siamo usciti più forti e consapevoli del nostro ruolo di punto di diffusione culturale per tutta la città».

Daniela Meucci amava tutto il cinema, ma in particolare i classici. Il suo regista preferito? «Era John Ford, amava “Furore” e “Ombre rosse”, ma adorava anche “Quarto potere” di Orson Welles. A Daniela piaceva molto il cinema america degli anni Trenta e Quaranta. E del cinema italiano apprezzava molto Daniele Segre che era anche un suo amico».

Daniela Meucci lascia la figlia Michela Vannucchi (da tempo aveva perso il marito). «Ma aveva anche un figlio: l’Arsenale», dice infine Gabbrielli.

Ricorda con affetto Daniela anche il professore universitario e critico cinematografico Augusto Sainati, di Pisa, docente di Storia, teoria e analisi del film all'Università Suor Orsola Benincasa a Napoli. «Mi è difficile parlare di Daniela Meucci, scomparsa dopo una breve malattia, usando i verbi all’imperfetto. Perché Daniela è una donna che ha sempre vissuto al presente. Vorrei dire radicandosi nel presente, come radicata è stata dentro l’Arsenale, il piccolo grande cinema che mantiene viva da oltre trent’anni la lunga tradizione d’amore tra la settima arte e Pisa. I molti pisani e non pisani che negli ultimi trent’anni abbondanti hanno frequentato l’Arsenale conoscono benissimo il rapporto simbiotico che c’è tra Daniela Meucci e l’Arsenale. Sempre presente con la coscienza viva, e per questo anche politica, del presente. Proprio quella coscienza rigorosa l’ha forgiata nel modo in cui tutti noi l’abbiamo conosciuta. Ci scherzavamo molto, lei e io, sulle sue punte spigolose, che erano certo un partito preso che lei sapeva temperare con l’ironia: per questo la chiamavo Lady D».

Proprio per tener fede a questo suo rigore politico e umano non ci sarà un funerale per Daniela Meucci. Però tutti coloro che vorranno potranno salutarla per tutta la giornata di oggi e domani alle 11 alla Pubblica Assistenza di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web