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TELEFONIA: COLLABORAZIONE NELLA RICERCA

Ericsson e Scuola S. Anna per vincere la sfida del 5G

PISA. Benvenuto 2020. Parte da Pisa la sfida del 5G grazie alla multinazionale Ericsson e alla Scuola Superiore Sant’Anna. Nei laboratori ospitati dal Cnr pisano, si stanno studiando e realizzando...

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PISA. Benvenuto 2020. Parte da Pisa la sfida del 5G grazie alla multinazionale Ericsson e alla Scuola Superiore Sant’Anna.

Nei laboratori ospitati dal Cnr pisano, si stanno studiando e realizzando le prime trasmissioni di dati per tutti gli smartphone e computer con una banda di 5G che si basa su tecnologia fotonica.

Traducendo il tutto, ciò significa che sul proprio cellulare o computer, nel giro di 5 anni, si potrà avere un volume di traffico dati maggiore di 1000 volte, decine di miliardi di dispositivi connessi contemporaneamente, velocità dati in aumento di 10-100 volte, una latenza, ovvero il tempo di reazione della rete ad una richiesta di servizio, ridotta fino a cinque volte, una durata della batteria dei vari device (smartphone, pc) superiore di 10 volte e la connessione fra diversi device e oggetti.

Oggetti? Chiediamo al direttore del centro Ericsson di Pisa, Roberto Sabella cosa significhi far comunicare gli oggetti.

«Nei prossimi anni – dice Sabella – la maggior quantità di dati ed informazioni scambiati non saranno tra uomo ed uomo ma tra macchina e macchina».

Si chiama internet delle cose e cioè il nostro frigorifero parlerà con il nostro cellulare.

Cosa questa già risaputa a livello teorico. Peccato che ci fosse bisogno di una banda di trasmissione dati che costasse poco, consumasse ancora meno (maggior eco sostenibilità) e non dovesse stravolgere le dorsali di fibra ottica già esistenti.

«Immaginate che fino ad oggi – dice Fabio Cavaliere di Ericsson – il flusso dati di maggior quantità viaggia su dorsali che devono essere intese come un’autostrada di grossi cavi con il rischio dell’intasamento e quindi noi lavoriamo sui metodi di accesso, le entrate e le uscite dall’autostrada senza colli di bottiglia».

In altri termini, alla Ericsson ed al Sant’Anna stanno lavorando affinché anche le strade comunali e provinciali diventino percorribili come autostrade per noi “pendolari” di internet e della rete.

Già, stanno lavorando, ma questo lavoro non è ricerca teorica bensì applicata a dimostrazione dei 30 brevetti che sono stati registrati da Ericsson e Sant’Anna.

La tecnologia fotonica applicata alla comunicazione significa ad esempio, dare una vera svolta alle telemedicina. Ad oggi però, un semplice elettrocardiogramma viene spedito da un ospedale all’altro via fax così come è possibile operare in accesso remoto da Pisa un bambino in Costa d’Avorio.

Il famoso robot Da Vinci in uso alla Aoup serviva “militarmente” a questo, era la telechirugia. Si spera che con l’abbattimento dei costi economici ed energetici, si possa passare dalla fantascienza per pochi alla democratizzazione dei vantaggi tecnologici.

Uno dei brevetti di Ericsson è il Radio dot system che usato in grandi edifici o in caso di grandi eventi sopperisce alla mancanza di connessione alla rete cosa questa che farebbe comodo durante l’Internet festival pisano che manda in tilt da sempre la rete wi-fi del Comune.

Carlo Venturini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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