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Pisa

Ai Mondiali Rebeldi 2015 in campo anche i profughi

Ai Mondiali Rebeldi 2015 in campo anche i profughi

Torna la tradizionale kermesse cittadina che unisce sport e solidarietà Rappresentati quattro continenti, lo slogan è: «Un calcio al razzismo»

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PISA. Tornano a Pisa i Mondiali Rebeldi di calcio a cinque: anche una squadra composta dai profughi giunti nelle scorse settimane a Pisa parteciperà alla decima edizione della manifestazione, con formazioni composte da componenti delle comunità straniere. L'edizione 2015, presentata ieri, ha già centrato il primo record: sarà quella con il maggior numero di squadre iscritte.

Come ogni anno si svolge a Pisa e mette insieme calcio e antirazzismo. La manifestazione è promossa dal Progetto Rebeldia.

Le squadre già iscritte al torneo di calcio a 5 sono 20 in rappresentanza di una quindicina di Paesi e quattro continenti.

Lo slogan di quest'anno è: "Dai un calcio al pallone e uno al razzismo".

Il campo della giornata inaugurale del 7 giugno è quello del Dopolavoro ferroviario, un luogo simbolo di Pisa in una zona, quella della stazione ferroviaria, spesso al centro di polemiche proprio per la presenza di immigrati. Gironi e fasi finali si svolgeranno invece al circolo Arci Pisanello. Finalissima il 28 giugno, quando sarà consegnata anche la coppa Fair Play. Tutte le sere, giocatori e supporters, si mescoleranno con musiche e cibi dei loro Paesi e delle loro famiglie.

Ospitato dal circolo Arci Pisanello, il torneo che vede affrontarsi le rappresentative delle principali comunità di migranti pisane - ma non solo - è ormai un successo da diversi anni a questa parte. «Il calcio come non l'avete mai visto!» è solo uno degli slogan azzeccatissimi per una manifestazione capace di riunire su un campo di calcetto - e spesso dopo intorno ad un tavolo imbandito - ragazzi di tante nazionalità diverse, dai senegalesi agli eritrei, dagli albanesi ai kurdi, dai romeni ai marocchini fino ai brasiliani. E azzeccato è stato anche il regolamento approvato dopo alcune edizioni del torneo, che non prevedendo rose rigide e dando così la possibilità ad ogni giocatore di indossare maglie diverse ha fatto nascere ogni sera sul campo una sorta di "meticciato" sportivo. Così, da un campo di calcio, sono partiti messaggi di accoglienza ed integrazione che valgono più di tante parole.

Nelle ultime edizioni le premiazioni dei Mondiali Rebeldi sono state effettuate dall’ex allenatore del Pisa Dino Pagliari.

Antonio Scuglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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