La protesta
Un vermetto nel piatto alla mensa della Battisti
Aperta un’indagine: il Comune chiede chiarimenti alla ditta che rifornisce l’istituto ma un’insegnante racconta che si trattava soltanto di un seme di pomodoro
PISA. Ancora un corpo estraneo nei piatti delle mensa scolastiche, ma questa volta è ancora più complicato del passato chiarire cosa sia successo: il presunto “corpo del reato” non c’è più. È successo durante il pranzo di lunedì scorso alla mensa della scuola elementare Battisti: all’interno di un piatto di pomodori biologici una bambina ha segnalato alle insegnanti e alla sporzionatrice un pezzetto bianco; l’alunna aveva appena preso una porzione di insalata di pomodori biologici servita alla mensa. Gli uffici comunali lo hanno saputo solo ieri e ormai il piatto di insalata era finito nei bidoni dell’immondizia; quindi è impossibile sapere di cosa si stia parlando. Ma la procedura prevede che comunque ci sia un’indagine, così il Comune ha chiesto a Elior, la ditta vincitrice dell’appalto che gestisce la refezione nelle scuole della città, un chiarimento sulle modalità e sulla natura del ritrovamento. Da quanto è stato ricostruito esistono pareri difformi sulla effettiva natura di ciò che è stato ritrovato nel piatto del contorno: una delle insegnanti infatti ha parlato di un vermetto bianco, mentre sia la sporzionatrice (impiegata Elior) che un’altra insegnante parlano di un seme del pomodoro. Purtroppo la comunicazione all’ufficio refezione scolastica del Comune non è stata tempestiva: in mancanza della prova materiale, non è possibile analizzare il reperto. Per prassi Comune e Usl continueranno a operare per chiarire l’episodio, ma è difficile che si possa arrivare a una certezza. E che, come invece è già accaduto in passato, questa volta si possa multare Elior per irregolarità nell’erogazione del servizio.
La vicenda assume contorni sempre più oscuri, poiché il numero di ritrovamenti di corpi estranei rispetto al totale dei piatti serviti a Pisa è molto più alto che rispetto al resto delle mensa d’Italia che ha in gestione Elior. Nei mesi scorsi si è addirittura arrivati a parlare di sabotaggio e si è chiesto l’intervento della Procura; tra l’ipotesi del possibile movente è stato avanzato anche il tentativo di screditare la ditta, in vista del rinnovo della gara d’appalto: si parla di un bando di 16 milioni di euro che deve essere assegnato prima della naturale scadenza del contratto, prevista a giugno 2016.
Il caso della Battisti è meno invasivo di alcuni precedenti: se anche ci fosse stato un vermetto, non sarebbe stato così pericoloso per la salute dei piccoli alunni come il pezzo di ferro trovato all’interno di una pizza il 27 gennaio 2011 nella scuola elementare Parmini.
Ma ogni volta che la colpa è di sicuro attribuibile a un errore commesso dal personale Elior, il Comune presenta multe di qualche centinaio di euro che scala dall’importo dovuto alla ditta. Negli ultimi quattro anni sono 9 gli episodi di un certo rilievo, di cui 5 tra il 2011 e il 2013. Il 12 novembre 2014, nella scuola elementare Zerboglio, erano stati rinvenuti tre bruchi morti in un piatto di cavolfiore biologico. I genitori dei bambini segnalarono l’accaduto ai carabinieri. I Nas (Nucleo anti sofisticazione) di Livorno e gli ispettori dell’Asl di Pisa ispezionarono le cucine della mensa. E si parlò di violazione della norme sull’igiene. Al contrario il 19 febbraio 2015, all’elementare Zerboglio, un alunno trova un filamento di plastica e un ago di pino nella sua pasta alla carrettiera: in quel caso si è concluso che è verosimile che i corpi siano caduti dopo il corretto procedimento di preparazione, cottura e sporzionamento.
La ditta Elior da dicembre dell’anno scorso ha fatto sapere di aver rafforzato i sistemi di controllo sull’intero ciclo produttivo, che parte da un centro cottura comune a tutti e prevede trasporto del cibo in contenitori sigillati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
