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Pisa

«Ragazzi, avete letto Robinson Crusoe?»

«Ragazzi, avete letto Robinson Crusoe?»

Marco Della Pina fino all’ultimo ha incontrato gli studenti continuando a fare ciò che amava: il professore

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PISA. E' stata la moglie ad accendere il pulsante dell'impianto e la stanza si è riempita delle voci della classe di turno, la 3AT dell’istituo Pacinotti, capitanata dal professore Simone Pecori. In quel letto dell'Hospice c'era Marco Della Pina, professore di Scienza della Pace all'Università di Pisa. Il professore ascoltando quelle giovani voci che leggevano brani tratti da “Il gabbiano di Jonathan Livingstone” si è svegliato dal torpore in cui era assopito. Dopo la lettura, ha chiesto di conoscere gli studenti.

Una richiesta che non era stata messa in conto e mai espressa da alcun malato nei vari appuntamenti. Era la prima volta che un malato esprimeva il desiderio di scoprire i volti e non solo le voce dei ragazzi.

Quando la professoressa Prato si è vista rivolgere la domanda da quella signora che portava un desiderio espresso dal marito, è stata per lei una forte emozione. Ha compreso che sarebbe stato un giorno particolare sia per gli studenti che per la persona che aveva rivolto la richiesta. La professoressa si è fatta semplicemente portavoce nei confronti dei ragazzi. Quattro giovani hanno accettato di varcare la soglia che li avrebbe messi di fronte alla profonda sofferenza di una persona giunta agli ultimi giorni della sua vita. Dietro quella soglia non c'era soltanto un malato, ma una persona ancora curiosa di conoscere il mondo e parlare con i giovani. Il professore ha chiesto ai ragazzi quali erano i lo sogni e i loro progetti. Una sorta di gioco degli specchi dove chi sapeva che ormai la sua vita si stava spegnendo si rifletteva su quei volti dove il futuro era un'incognita. "Avete letto Robinson Crusoe?" ha chiesto il professore. Nessuno dei ragazzi conosceva il romanzo di Daniel Defoe. Della Pina ha invitato i quattro studenti a leggere il libro e tornare per discuterne insieme.

«I fini di “Letture in Hospice” sono due: onorare la vita nel suo momento conclusivo e fare comprendere ai giovani quanto grande sia nella vita degli uomini l’importanza della lettura - afferma la professoressa Rosanna Prato -. E questi ragazzi sono stati gli ultimi studenti di Marco Della Pina che, fino all'ultimo, ha fatto ciò che amava: il professore».

E' stato un regalo straordinario sia per gli studenti che per il professore il quale amava il suo mestiere di docente. Attratto dalla cultura e dalla politica, Marco Della Pina era un "idealista". Proveniva dall'esperienza pisana della contestazione giovanile del '68 e aveva partecipato alla drammatica vicenda della protesta studentesca al capodanno viareggino della Bussola. Militante poi nell’area del Manifesto era progressivamente approdato sempre da sinistra verso le tendenze “verdi” fino ad assumere l’incarico di assessore all’ambiente nella Provincia di Livorno. Negli ultimi giorni aveva unito la sua passione per l'insegnamento con i temi civili e d'attualità. E la materia che insegnava, "Scienza della pace", riassumeva la sua visione del mondo. Fra i temi che avevano attirato la sua attenzione di intellettuale, c’era il dramma degli immigrati che, su barconi di fortuna, attraversano il Canale di Sicilia. Questa traversata spesso, come accade oggi, si trasformava in tragedia e centinaia erano i morti nelle acque del Mediterraneo. Proprio su questo tema, il professore, nel corso della sua cariiera, aveva scritto articoli e aveva voluto sensibilizzare gli studenti delle scuole pisane.

«Della Pina - ricorda Prato - era anche un gran combattente per una vita ricca di senso in un mondo migliore, perciò utilizzando AsteroideA, l'associazione delle scuole medie superiori di Pisa, ha pensato di mandare alle classi pisane un suo breve scritto del 2013, nel quale la riflessione sulla tragedia di Lampedusa non è distaccata e neppure pacata, ma vibra di vergogna ed invita ad insorgere moralmente ed intellettualmente nelle nostra "società solo preoccupata (sono parole di Della Pina, ndr) di sopravvivere dentro una crescente disuguaglianza e un diffuso impoverimento". Le classi che hanno letto l'articolo - conclude Rosanna Prato - hanno fatto poi avere al professore le loro considerazioni ricche di passione civile, che hanno reso felici le ultime ore del professore». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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