Il dolore
Davanti a Palazzo Gambacorti con maschere da sub e pinne
PISA. Il bando proposto dalla giunta per l’assegnazione temporanea dell’ex American Beach scatena subito polemiche. Insieme a Tommaso Fattori, candidato governatore della lista Si-Toscana a sinistra,...
PISA. Il bando proposto dalla giunta per l’assegnazione temporanea dell’ex American Beach scatena subito polemiche. Insieme a Tommaso Fattori, candidato governatore della lista Si-Toscana a sinistra, una trentina di persone ha partecipato ieri pomeriggio al flash mob organizzato dalla coalizione di sinistra alternativa al Pd per manifestare contro i contenuti del bando.
Con materassini, maschere da sub e aquiloni, il gruppo si è riunito sotto Palazzo Gambacorti e rivendicato «una spiaggia totalmente libera».
«Mercoledì - si legge in una nota del gruppo consiliare Una città in comune-Rifondazione comunista - era prevista la prima discussione sull’atto di indirizzo da approvare nella commissione e, come sempre facciamo, abbiamo dato il nostro contributo preparando una bozza da discutere. Ma in realtà si è saputo che, in spregio alle istituzioni e al consiglio comunale, che lo scorso febbraio ha approvato all’unanimità una mozione dal titolo “La spiaggia americana diventi libera”, la giunta aveva già deciso, approvando un atto di indirizzo nella seduta immediatamente prima della commissione».
«Questi sono i gravissimi fatti a cui stiamo assistendo - prosegue il gruppo consiliare -. Ma la cosa ancora più grave è che nell’atto di indirizzo approvato dalla giunta si prevede di destinare a spiaggia libera solo il 30% dell’arenile, smentendo totalmente quanto indicato dal consiglio comunale: sottolineiamo l’insensatezza della scelta e invitiamo la giunta a ripensarci». La gestione del bar, delle strutture, del parcheggio, secondo Ucic-Prc, «possono infatti essere più che sufficienti per ripagare i costi di concessione e pulizia, lasciamo che i cittadini pisani abbiano a disposizione una vera spiaggia libera e valorizziamone i preziosi aspetti naturalistici».
«Il nostro litorale - conclude il gruppo di Una città in comune-Rifondazione comunista - è ormai un susseguirsi senza soluzione di continuità di stabilimenti balneari, perché non destinare queste decine di metri a spiaggia libera?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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