Toscana
Salvini: s’insegni la tradizione pisana
Lega Nord e Fratelli d’Italia insorgono. La candidata Ceccardi: genitori scandalizzati
PISA. Il centrodestra compatto alza la voce contro il caso della scuola Fucini. Si muove addirittura il segretario nazionale delle Lega Nord, Matteo Salvini, che ironizza: «Invece che i corsi di cultura rom dovrebbero insegnare corsi di cultura pisana. Non mi meraviglierei se arrivassero a proporre anche corsi di accattonaggio». Anche la candidata della Lega alle prossime regionali, Susanna Ceccardi, interviene: «Alcuni genitori sono venuti da me scandalizzati denunciando il fatto che ai loro figli durante le ore di italiano – in cui si dovrebbe insegnare Dante, Boccaccio o Manzoni – si insegna invece il rom». E se ne fa portavoce: «I genitori molto spesso non si ribellano e vogliono mantenersi nell’anonimato per paura di ritorsioni sui propri figli. Solidarietà a chi manda i figli a scuola pensando di ricevere in cambio un’educazione libera e imparziale e invece si ritrova i propri figli indottrinati da una mentalità buonista e che non rispecchia la realtà». La stoccata finale: «Ai bambini dovrebbero essere proposti invece dei corsi di autodifesa, visto che la realtà dei fatti non è quella proposta da certe associazioni, ma è molto più dura e pericolosa. Basta buonismo, sarebbe questa la buona scuola di Renzi?».
Pure Giovanni Donzelli, candidato vicegovernatore e capolista fiorentino di Fratelli d’Italia, commenta: Chi cerca di far passare per integrazione la scelta di sostituire sei ore d’Italiano con altrettante di cultura rom è in mala fede, soprattutto dopo aver constatato che all’esperimento non aveva partecipato volontariamente quasi nessuno. È semplicemente vergognoso». La chiave di lettura è simile: «Questa non è integrazione, è una bieca coercizione imposta da quell’insano e peloso buonismo demagogico della sinistra al governo in Toscana. Questo è proprio ciò contro cui noi ci battiamo, una società che perde l’importanza delle proprie tradizioni e il senso delle sue radici. Una follia!». (g.c.)
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