Il Tirreno

Pisa

Lezioni di cultura rom alle scuole medie Fucini

di Gianluca Campanella
Lezioni di cultura rom alle scuole medie Fucini

L’iniziativa con un mediatore culturale solleva polemiche perché si svolge in orario mattutino

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PISA. Un progetto nato per limitare la dispersione scolastica sta diventando motivo di discordia per come si è sviluppato: infatti dei sette istituti comprensivi pisani che lo hanno adottato, ormai si parla solo della scuola media Fucini, perché in quell’istituto di fatto è diventato una sorta di corso di cultura rom. La premessa: ci sono fondi in prevalenza del ministero dell’Istruzione e in parte della Società della Salute finalizzati all’integrazione dei giovani scolari; il progetto prevede di invogliare ragazzi di culture diverse a frequentare le scuole italiane. E per questo ci sono laboratori durante i quali ogni bimbo racconta le esperienze del proprio Paese o, molto più spesso, favole tradizionali. Lo scambio è tra tutti, non unidirezionale.

Alla Fucini, tuttavia, ci sono due dettagli che hanno innescato la polemica: il laboratorio pomeridiano facoltativo era poco frequentato e così è stato spostato al mattino, durante l’orario delle lezioni, diventando di fatto obbligatorio. Secondo, l’etnia più numerosa sembra essere quella sinti e così le lezioni sono percepite quasi come “corso di cultura rom”. Almeno questa è l’interpretazione che ne hanno dato alcuni genitori e alcuni professori, al momento non si sa se con malizia o se per effettivi disagi.

Oggi è prevista una riunione con i dirigenti scolastici per capire se la cosa è stata solo comunicata male o sta davvero diventando un problema. In ogni caso il primo modulo di due ore è stato organizzato alla presenza del presidente di un’associazione locale per l’integrazione, durante l’ora di italiano. Sono previsti in tutto tre moduli per un totale di sei ore.

Il progetto va avanti da tempo e per i più piccoli sono stati organizzati addirittura corsi di cucina etnica, perché la cultura passa anche dal palato. Finora nessuno aveva avuto da ridire; ma alla Fucini sia alcuni genitori che alcuni insegnanti hanno maturato malumori dopo il passaggio dal pomeriggio al mattino: i primi perché trovano che sia venuta meno la possibilità di scegliere; infatti il pomeriggio le assenze non erano conteggiate, mentre una volta che le lezioni mattutine sono cominciate, i ragazzi restano in classe e frequentano il programma proposto.

I professori, invece, avanzano obiezioni di carattere sindacale: il problema sarebbe la presenza di una persona che non ha vinto un concorso, ma che sale in cattedra accanto a un insegnante e viene percepito come tale.

In ogni caso i fatti certi sono due: i ragazzi sinti e rom sono quelli che hanno le percentuali più alte di abbandono scolastico. Inoltre i laboratori del pomeriggio sono quasi deserti perché dagli studenti non sono visti come “utili” ai fini della promozione e gli scolari ragionano solo in termini pragmatici.

Se l’obiettivo è quello di integrare e di togliere dalla strada bambini, allora qualche azione va fatta. Cosa? La conferenza dell’educazione, che riunisce i vari assessorati all’istruzione, presto si riunirà per decidere, alla luce anche di come si svilupperà il caso della scuola media vicina all’aeroporto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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