La manifestazione
Gioco del Ponte e over 50, Garzella contro il divieto
PISA. «L’ultima parola sulla regola che impedisce agli ultracinquantenni di salire al carrello spetta al Consiglio degli Anziani. Io proporrò la sua abolizione». Sulla questione del divieto per i...
PISA. «L’ultima parola sulla regola che impedisce agli ultracinquantenni di salire al carrello spetta al Consiglio degli Anziani. Io proporrò la sua abolizione». Sulla questione del divieto per i combattenti che abbiano compiuto 50 anni di salire sul ponte, interviene Giovanni Garzella, membro del Consiglio degli Anziani e presidente della commissione per la revisione dei regolamenti del Gioco. Per Garzella, anche se manca poco più di un mese alla sfida tra Tramontana e Mezzogiorno, bisogna intervenire contro questo divieto. Divieto scattato nell’edizione 2014 dopo due deroghe concesse nel 2012 e 2013 e messe nero su bianco nell’articolo 6 del regolamento tecnico del Gioco (approvato nel 2012) che così recita: “Tutti i combattenti devono aver compiuto almeno 18 anni alla data di iscrizione nel registro provvisorio dei combattenti e non aver compiuto i 50 anni al momento dello svolgimento della battaglia del Gioco del Ponte. Deroghe all’età massima (50 anni) saranno possibili solo per le edizioni 2012 e 2013 del Gioco”. Poi un ulteriore vincolo: “I combattenti – si legge sempre nell’articolo - non possono partecipare a più di dieci edizioni del Gioco”. Vincoli che, secondo Garzella, il Consiglio degli Anziani ha sempre voluto eliminare. «È pur vero che siamo a ridosso del Gioco – spiega - ma è anche pacifico che la decisione di far partecipare i 50enni e coloro che hanno spinto il carrello per 10 anni fu già assunta dal Consiglio nei fatti. Comunque, aspetto la nuova convocazione per spiegare i motivi per cui tale regola deve essere cancellata. In caso contrario si creerebbe una situazione paradossale, perché molti combattenti hanno fatto più dieci edizioni. Il Gioco sarebbe a rischio».
«La conseguenza - insiste il consigliere anziano - potrebbe essere che chiunque, escluso dalla sfida, impugni deroghe o erronei reclutamenti aprendo contenziosi. È mio dovere come rappresentante del consiglio comunale, quindi, far rilevare che un contenzioso potrebbe portare anche a danni economici. L’unica soluzione è abrogare tali norme anche perchè esistono verbali del Consiglio degli Anziani che confermano come l’abrogazione del limite, anche se non formalmente, fosse già stata assunta».
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