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Edilizia, ora l’Apes mette in vendita 146 alloggi popolari
Gli inquilini avranno il diritto di prelazione con lo sconto Il ricavato sarà utilizzato per costruire altri appartamenti
PISA. Presto saranno messi in vendita 146 alloggi popolari in tutta la Provincia secondo quanto stabilito dalla legge regionale n. 5/2014 sulla cessione del patrimonio Erp. Apes, Azienda pisana per l’edilizia sociale, ha presentato alla Regione un elenco di circa 540 appartamenti dai quali dovranno uscire i 146 destinati alla vendita (esentati disabili e ultrasessantenni). Sono stati scelti – e la Regione ha approvato la lista – tutte quelle dimore che sono nella situazione di condominio misto minoritario; in pratica caseggiati un tempo tutti popolari che negli anni sono stati riscattati a prezzi di favore (grazie alle vecchie leggi): adesso quei pochi condomini che non sono ancora proprietari, vivono nella condizione di “pesare” poco nelle assemblee condominiali e quindi di subire le scelte a maggioranza di altri che evidentemente se le possono permettere, come per esempio costosi impianti parabolici in comune. Per Apes la gestione di questi appartamenti è molto antieconomica e quindi l’ente ha approfittato di una legge di cui non condivide lo spirito, almeno per razionalizzare le spese.
A spiegare questo passaggio ci pensa l’assessore alla casa Ylenia Zambito: «È giusto vendere il patrimonio? Secondo noi le case popolari forniscono un servizio sociale e alienarle significa rinunciare a un servizio. Siamo contrari». Eppure va fatto: saranno 474 gli appartamenti da vendere in tutta la Toscana, perché tanti ne sono stati realizzati nel 2014 (la legge si prefigge di non ridurre il patrimonio complessivo). E la quota più grossa spetta proprio alla provincia di Pisa, 146 appunto, perché qui è stato costruito il maggior numero di case popolari di tutta la regione: 188 l’anno scorso (al secondo posto, staccatissima, Lucca con 60). Si prevede un incasso superiore ai 10 milioni, che sarà interamente reinvestito per l’edilizia popolare.
Il meccanismo è il seguente: all’inquilino della casa da mettere in vendita, si propone l’acquisto con diritto di prelazione, a un prezzo del 25% scontato rispetto a quello dell’Osservatorio del mercato immobiliare, più un ulteriore sconto di 0,5% per ogni anno di anzianità dell’edificio, fino a un massimo sconto del 40% complessivo. Se questi accetta è fatta, altrimenti la casa va all’asta a prezzo pieno. Dopo la vendita l’inquilino si sposta in un nuovo alloggio popolare. La legge dice anche che si può vendere patrimonio Erp non abitativo al di fuori della delibera, cioè senza limiti e senza la necessità di un nulla osta preventivo da parte della Regione: per questo Apes ha deciso che darà priorità alla vendita dei fondi commerciali inseriti nei caseggiati popolari.
Il direttore dell’azienda, Giorgio Federici, precisa che anche per questo tipo di unità immobiliare è previsto il diritto di prelazione da parte degli imprenditori che al momento esercitano pagando un affitto; ma qui si applica il prezzo del libero mercato senza riduzioni. In città sono circa 80 i fondi che saranno alienati, in prevalenza nelle zone del Cep e di Gagno.
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