Attenzione
Stop agli over 50, divieto contestato
Gioco del ponte: motivazioni mediche e di strategia alla base del divieto, ma c’è chi difende la regola
PISA. Motivazioni mediche, ma anche di strategia e rinnovamento. Sono questi gli aspetti che hanno spinto il Consiglio degli Anziani, l’organo supremo del Gioco del ponte, a varare per l’edizione scorsa la norma che vieta ai combattenti ultracinquantenni di salire sul carrello.
Visite mediche. E’ bene subito chiarire che, al di là dell’età, per salire sul ponte occorre aver superato una visita medica specialistica (quella svolta nelle strutture di medicina sportiva). Ma il Gioco del ponte è cosa ben diversa da altre discipline sportive. Se infatti può essere paragonato - ma molto alla lontana - alla pesistica, rispetto a questa attività c’è il fatto che lo sforzo è prolungato. Per questo sono stati i medici sportivi a lanciare la proposta di limitare a 50 anni la partecipazione al Gioco.
Rinnovamento e strategia. L’introduzione del limite di età era stata vista anche come un modo per avviare un percorso di rinnovamento dei combattenti. E per Mezzogiorno, che veniva da una lunga serie di sconfitte, la possibilità di rimescolare le carte e il gap con Tramontana. Due aspetti che portarono ad una serie infinita di polemiche ed ad un compromesso di poter schierare un cinquantenne per squadra. Compromesso che quest'anno non sembra ancora essere stato trovato.
Le Parti. «Le regole si possono anche criticare, ma vanno rispettate. Sicuramente non cambiate in corsa». A parlare è Cristiano Scarpellini, capitano del San Marco ed ex luogotenente di Mezzogiorno (oltre che storico combattente dei Delfini). Per lui il limite di 50 anni, una volta stabilito, deve essere rispettato. «Un limite dettato da esigenze mediche – spiega – visto che lo sforzo di un combattente ha pochi paragoni. La mia Parte ha colto questa occasione per rinnovarsi ed anche quest’anno ci presenteremo con almeno 30 esordienti. Chi ha iniziato ad allenarsi a settembre ed aveva 50 anni sapeva che il regolamento non gli permetteva di salire sul ponte – conclude -. La norma era chiara. Poi le regole si possono anche cambiare, non certo ad un mese dal Gioco».
La replica di Tramontana con il generale Marco Vaglini: «Sgombriamo subito il campo dall'idea che qualcuno vuole fare il furbo ed aggirare le regole. La decisione di abolire il limite dei 50 anni, benché mai ratificata, era già stata presa all'ultimo Consiglio degli Anziani prima dell'edizione del 2014 all'unanimità, tant'è che ad oggi il numero dei cinquantenni è analogo fra le due Parti». Il generale Marco Vaglini prova a stemperare gli animi. «Innanzitutto anche noi crediamo nel rinnovamento, tanto da aver inserito molti giovani pur in assenza di una palestra per i Satiri. Vorrei però uscire dalle polemiche con un presupposto: l’abolizione o meno della regola a questo punto mi lascia indifferente. Vorrei sapere però qual è la funzione sociale del Gioco, se vengono messe regole che allontanano le persone a discapito di uno spirito di aggregazione. Se poi un combattente è idoneo ad una visita medica specialistica a cosa serve l’età? Infine – conclude Vaglini - dov'è il rispetto per tutti i combattenti cinquantenni che negli anni bui del Gioco hanno salvato comunque la manifestazione?».
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