La manifestazione
Combattenti over 50, per la scienza nessun impedimento
Il cardiologo Mario Marzilli: conta il criterio clinico, non quello cronologico
PISA. La regola che impone il limite dei 50 anni di età per partecipare al Gioco del Ponte non ha alcun fondamento scientifico. Il rischio per la salute è infatti uguale sia a quarantanove che a cinquantuno anni. Lo sostiene, in una dichiarazione al “Tirreno”, il professor Mario Marzilli, direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia Universitaria all’Azienda Ospedaliero Universitaria pisana. Un parere illustre destinato, senz’altro, a far parlare e a portare acqua al mulino di quanti come il consigliere anziano Giovanni Garzella propongono di «liberalizzare» il Gioco.
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«Penso sia una scelta priva di fondamento medico e discriminatoria per chi ha più di cinquant’anni ed è in apparente, buona salute. La partecipazione a quel tipo specifico di impegno fisico – sono sue parole – è di tipo isometrico, come il sollevamento pesi. Avrei piuttosto capito l’eventuale esclusione sulla base di altri parametri medici, come ad esempio la pressione arteriosa. In tale sforzo, l’innalzamento pressorio può di fatto rappresentare un rischio del tutto particolare per la tutela della salute dell’atleta».
«Quindi – continua Marzilli – più che un criterio cronologico, conta soprattutto quello clinico. In linea generale, si dimostrano comunque a rischio coloro che abbiano avuto precedenti problemi cerebrovascolari oppure cardiopatie ischemiche. Lo stesso discorso vale non soltanto per chi si sottoponga allo sforzo isometrico saltuariamente, ma al contempo abitualmente come avviene in sostanza per gli atleti che pratichino la disciplina del sollevamento pesi».
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«La pressione arteriosa presenta invece minori sbalzi – precisa infine Marzilli – per sforzi dinamici quali la corsa, il nuoto ed il ciclismo».
Concludendo, premesso che il rischio “zero” non esiste, non sarebbe più prudente approfondire i controlli preventivi?
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