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Gioco del ponte, niente cinquantenni a combattere

Daniele Benvenuti
Gioco del ponte, niente cinquantenni a combattere

Pisa: alcuni chiedevano la deroga alla norma, ma il comando generale ha detto no. Forse sarà possibile modificare la regola per l’edizione dell’anno prossimo

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PISA. Nessuna deroga per i combattenti che hanno compiuto 50 anni prima del prossimo 27 giugno, giorno del Gioco del ponte: non potranno quindi salire al carrello così come l’anno scorso.

Questa la decisione del comando generale (un organo operativo diretta emanazione del Consiglio degli Anziani) riunito la settimana scorsa. Una riunione tutt’altro che tranquilla, tra coloro che volevano il mantenimento di questa norma e quelli invece che puntavano ad una deroga (come l’anno scorso con un cinquantenne a squadra). Alla fine ha prevalso la linea del “tutti o nessuno” e quindi di non concedere deroghe ad un mese e mezzo dal Gioco. Discorso diverso sarà per l’edizione 2016 quando, questa volta all’unanimità, il comando generale ha deciso di abrogare il limite di età. Limite che era stato introdotto due anni fa alla luce del sempre maggiore impegno fisico che il Gioco ormai richiede.

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L’edizione 2014 con il nuovo record di durata di un combattimento (quello tra Sant’Antonio e San Francesco con la vittoria della squadra di Mezzogiorno in 22 minuti e 33 secondi), ha confermato la necessità che sul ponte salgano veri atleti o comunque persone con alle spalle allenamenti specifici. E’ anche vero che per combattere bisogna aver superato una visita di idoneità svolta in una struttura specifica per la medicina sportiva e proprio su questo aspetto si sono focalizzate le richieste di coloro che volevano l’abolizione del limite di età. Insomma, se un combattente è idoneo e presenta un certificato, poca conta se ha 49 o 51 anni. Ma ormai la decisione sembra presa. Di sicuro si lavorerà affinchè nel 2016 valga solo l’idoneità fisica e non più l’età.

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Altra regola attualmente in vigore ma destinata ad essere abolita l’anno prossimo, riguarda il passaggio di un combattente da una Parte all’altra. La norma prevede che per cambiare sponda occorra almeno un anno di stop: in pratica chi ha combattuto l’anno scorso a Tramontana, può accasarsi in una squadra di Mezzogiorno solo nel 2016. Anche su questa regola, il comando generale ha deciso di non derogare per quest’anno. Due norme che, però, trovano la ferma opposizione proprio dei combattenti. Per questo il comitato che li rappresenta aveva inviato una lettera ufficiale all’assessore alle manifestazioni storiche Federico Eligi e al comandante generale Antonio Veronese proprio per chiedere l’abolizione di tutte le limitazioni attualmente in vigore, fermo restando l’obbligo (nessuno escluso, si legge nella lettera) di visita medica. Il comitato dei combattenti, in particolare, chiedeva, che «tutti coloro che risultino idonei abbiano di diritto di partecipare alla battaglia anche se trasferitisi in altre squadre di opposta fazione».

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