Sicurezza
Ex Alba Nuova, in 16 senza stipendi
I dipendenti della cooperativa attendono ancora il pagamento degli arretrati e della liquidazione
PISA. Non c'è pace per i dipendenti dell'ex cooperativa di servizi Alba Nuova. Parte del personale della società Servizi Sanità srl, azienda con sede legale a Roma ed attiva nel settore delle pulizie e del facchinaggio, attende dallo scorso dicembre il pagamento di almeno due stipendi arretrati, dei ratei maturati (ferie, permessi, tredicesima e quattordicesima) e del trattamento di fine rapporto. Si tratta di un gruppo di 16 lavoratori, quasi tutti provenienti dall'ex cooperativa Alba Nuova e passati poi alle dipendenze della società romana, che fino allo scorso anno faceva parte del Gruppo Greco, il Consorzio che nell'ottobre 2012 ha rilevato, poco prima del fallimento, l'ex cooperativa pisana.
Lo scorso 30 novembre, Servizi Sanità srl, che gestisce centinaia di appalti su tutto il territorio nazionale e decine anche a Pisa (tra i quali quelli dell'Opera della Primaziale, istituto paritario Santa Caterina, palazzo dei congressi e varie aziende private) è uscita dal Consorzio «per motivi – sottolinea Catia Santochi della Filcams-Cgil di Pisa – ancora tutti da chiarire». Un gruppo di circa 40 lavoratori pisani è rimasto alle dipendenze della Servizi Sanità srl, mentre altri 16, tra part-time e full-time, sono passati ad un'altra società del Consorzio. «Mentre ai lavoratori rimasti nell'azienda romana gli stipendi vengono versati abbastanza regolarmente – continua la sindacalista della Filcams –, i 16 fuoriusciti sono ancora in attesa di ricevere le spettanze per la chiusura del rapporto di lavoro e anche qualche stipendio arretrato». All'origine dei mancati versamenti sembra esserci un contenzioso tra le parti (Consorzio e Servizi Sanità), ma non è la prima volta che i lavoratori della società con sede legale a Roma si trovano ad affrontare situazioni simili.
«Già durante l'ultimo anno di lavoro – continua Santochi - gli stipendi venivano spesso pagati in ritardo. Nel momento in cui i sedici lavoratori hanno lasciato l'azienda per passare ad un'altra società, i pagamenti si sono invece bloccati». Un “modus operandi” ormai diffuso tra le aziende che operano in appalto. «Assistiamo sempre più spesso a situazioni come questa – prosegue Santochi -: i dipendenti fanno il loro dovere, con l'impegno e la professionalità mantengono il loro lavoro, ma anche quello del proprio datore di lavoro, soprattutto per i servizi in regime di appalto, sia pubblico che privato. Per contro ricevono ritardi nei pagamenti delle retribuzioni e il mancato invio delle buste paga o dei Cud da parte delle aziende, che collezionano le scuse più originali. Siamo al fianco di questi lavoratori nella vertenza di richiesta delle loro spettanze – conclude Santochi - e rileviamo come spesso la parte più onesta e responsabile del mondo del lavoro venga danneggiata ed offesa da aziende che operano scelte poco chiare, violando ripetutamente i diritti contrattuali dei loro dipendenti».
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