Sicurezza
Nardini (Pd): migliorare la rete contro la violenza
PISA. «Sono stati creati servizi a disposizione delle donne vittime di violenza, ma il loro funzionamento è lacunoso per la mancanza di formazione professionale degli operatori e di una rete...
PISA. «Sono stati creati servizi a disposizione delle donne vittime di violenza, ma il loro funzionamento è lacunoso per la mancanza di formazione professionale degli operatori e di una rete efficientemente regolamentata».
La lotta alla violenza sulle donne e la tutela delle donne maltrattate sarà per Alessandra Nardini, candidata del Pd alle prossime regionali, una delle priorità da affrontare. «La rete di centri antiviolenza, forze dell'ordine, assistenti sociali, istituzioni non funziona per la mancanza di piani territoriali e referenti - si legge in una nota dell'esponente dei giovani democratici -. Mancano protocolli che disciplinino i rapporti tra i vari soggetti coinvolti nella tutela delle donne maltrattate, ma è anche lecito chiedersi come vengono impiegati i fondi destinati ai centri antiviolenza. Da qui la necessità di impegnarsi perché il settore venga riordinato e regolamentato».
Per Cristina Conti, altra candidata del Pd, la priorità è invece la sanità. «Mi sono candidata - spiega in una nota - perché nel mio partito conti il pluralismo e perché non abbassi lo sguardo su alcuni temi. Primo tra tutti la sanità, perché resti pubblica e per tutti. Su questo non voglio deroghe e alzerò la voce perché rimanga un baluardo».
Per Tiziana Nadalutti, candidata di Sì-Toscana a sinistra, arriva intanto il sostegno di un centinaio di esponenti del tessuto civile e dell'associazionismo. Tra questi Marcello Buiatti, presidente di Ambiente e Lavoro; Adriano Prosperi, storico della Scuola Normale; l'ex consigliere comunale Sandro Modafferi.
In vista del voto torna a crescere la polemica con Firenze, come dimostrano le dichiarazioni di Francesco Nocchi, segretario provinciale del Pd e candidato: «La storica propensione di Firenze a sentirsi (anche al di là dei suo indubbio prestigio) capitale della Toscana è nota e giustificata. Meno giustificato è il concetto proprietario che ha spesso voluto esercitare sul resto della regione. Alcune scelte anche recenti (la fusione degli aeroporti in primis) confermano questa discutibile propensione. Ora, poi, c'è un'accelerazione legata alla presenza al governo, a partire dal premier, di molti esponenti di origini gigliate che fa dire al sindaco Nardella: “Siamo una città con ritmi da Capitale”. È la conferma di una visione deforme. Anche nelle file della politica pisana abbiamo dovuto assistere, purtroppo, a certe accondiscendenze conformiste. La nostra regione non ha bisogno di questo, al contrario ha bisogno che si lavori insieme per una crescita armonica e diffusa».
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