Il Tirreno

Pisa

Sgarbi celebra la Certosa e i dipinti del refettorio

di Sharon Braithwaite
Sgarbi celebra la Certosa e i dipinti del refettorio

Il famoso critico d’arte ha tenuto una lezione nel complesso monumentale «Questo luogo è un’astronave calata dall’alto dove si viveva isolati dal mondo»

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PISA. Più un centinaio di persone ha partecipato alla lezione di storia dell’arte, tenuta mercoledì 7 da Vittorio Sgarbi nel refettorio della Certosa di Calci.

«Questo complesso monumentale è una piccola città a sé stante: c’è tutto, la chiesa, la sacrestia, il refettorio, la farmacia, le celle – spiega Sgarbi -. Qui vi abitavano i monaci dell’ordine certosino di San Bruno, in meditazione verso il cielo. Come potete vedere, non si sono fatti mancare niente. Questi sono luoghi aulici, unici, da visitare. Grandi spazi dove il pensiero si muove liberamente».

Sgarbi ha celebrato le bellezze della Certosa, soffermandosi sui dipinti del refettorio e della Chiesa monastica. «Arrivare a Calci è singolare. L’Università di Pisa vi ha opportunamente inserito un museo naturalistico pieno di singolari meraviglie della natura – dice Sgarbi -. Nel refettorio gli affreschi del ‘700 sono conservati straordinariamente bene: il dipinto più significativo è del 1587 ed è “l’ultima cena” di Bernardino Pocetti, un artista che ha una visione scenografica dell’arte e con la pittura dà continuità all’architettura».

Lo studioso ha poi confrontato il dipinto di Pocetti con “l’ultima cena” di Leonardo: Pocetti, come il pittore vinciano, raffigura i personaggi e la loro reazione psicologica alle parole di Cristo. Pisa sarà protagonista dell’Expo attraverso le sue opere più significative: 9 sculture di Nicola e Giovanni Pisano, infatti, saranno prestate dall’Opera Primaziale del Duomo di Pisa al Museo del Duomo di Milano. Saranno ospitate nella Chiesa di San Gottardo, recentemente restaurata: al suo interno, c’è un affresco della scuola di Giotto e un monumento di Giovanni Pisano. «Queste 9 statue si trovavano sulla parte superiore della cupola del Battistero – aggiunge Sgarbi -. Pertanto, sono opere sconosciute anche ai pisani. All’interno della mostra “Tesoro d’Italia”, allestita nel padiglione di Eataly all'Expo, presenteremo la tavola di Masaccio che si trova nel Museo di San Matteo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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