Il Tirreno

Pisa

Camere di Commercio unite Lucca diffidente verso Pisa

di Daniele Benvenuti
Camere di Commercio unite Lucca diffidente verso Pisa

Il timore è di perdere la leadership assicurata nel caso di sola fusione con Massa Contrarie Confcommercio e Confartigianato. La posizione di Confesercenti

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Ai lucchesi non piace per niente l’ipotesi che la Camera di Commercio di Pisa possa accorparsi con Lucca e Massa nel riassetto degli enti camerali toscani imposto dal governo centrale. L’ipotesi di una nuova Camera che vada da Volterra alla Lunigiana, infatti, sta trovando un fuoco di sbarramento da parte dei principali componenti della giunta camerale lucchese. Non è piaciuto, soprattutto, il fatto che Pisa sia entrata dopo che l’ipotesi di fusione tra Lucca e Massa sembrava decollare. Sicuramente ha giocato la decisione di Livorno del febbraio scorso di unirsi con Grosseto, facendo tramontare quindi l’idea di una Pisorno delle Camere di commercio.

Un primo faccia a faccia è previsto il 15 maggio a Viareggio, quando all’incontro già fissato tra lucchesi e massesi dovrebbe partecipare anche la delegazione pisana. Sia per posizione geografica che per i numeri a disposizione delle tre Camere di Commercio, la soluzioni Pisa-Lucca-Massa è quella più percorribile. Come numero di aziende iscritte, Pisa e Lucca sono praticamente alla pari (qualcosa in più per Lucca), nettamente dietro Massa. E’ evidente che una fusione a due tra Lucca e Massa darebbe alla prima una posizione dominante (con possibilità di mantenere anche la sede istituzionale); discorso diverso se nell’accordo entra Pisa.

E proprio su questo aspetto si è alzato il fuoco di sbarramento delle associazioni lucchesi, tra tutte Confcommercio e Confartigianato. Pisa fa paura per la sua posizione forte in fatto di infrastrutture (leggi aeroporto), per le università e per l’aspetto turistico sicuramente in concorrenza con Lucca. Aspetti che i lucchesi vendono visti come un serio pericolo di supremazia pisana. L’unica cosa che contribuisce, per ora, a stemperare gli animi il fatto che il governo non ha ancora posto scadenze ferree. C’è quindi ancora tempo per i singoli consigli degli enti camerali per deliberare l’orientamento di fusione da seguire.

E nella città della Torre come si vive questa fase? Per ora l’unica ad uscire allo scoperto è la Confesercenti. Spiega il direttore Marco Sbrana: «Il riassetto delle Camere di Commercio non deve essere una prova di forza o una conquista di potere, ma un passaggio per rendere più efficiente l’ente ed aiutare ancora di più le aziende. E’ evidente che la logica avrebbe fatto propendere per una fusione con Livorno, creando quindi una Camera costiera. Ma nella città labronica si è scelta un’altra strada».

«A questo punto - insiste Sbrana - l’unione con Lucca e Massa ci sembra un passaggio tanto obbligato quanto naturale. La nostra associazione, ad esempio, già da alcuni anni ha unito le tre province sotto l’insegna Toscana Nord proprio per affinità dei tre territori. Credo che la strada da seguire sia questa. Riteniamo inoltre che mettere tra le priorità nella scelta di una fusione piuttosto di un’altra la possibilità o meno di essere in posizione dominante ci pare sbagliato. Pisa e Lucca sono alla pari, quindi avrebbero pari forza e pari dignità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web