La protesta
Tari, sorpresa in fattura con aumenti imprevisti
Marconcini (Geofor): «Il porta a porta costa di più ora, ma alla lunga conviene» La tassa copre al 100 % il servizio e include anche le spese per le isole interrate
PISA. In questi giorni i cittadini stanno ricevendo a casa i bollettini della Tari, la tassa sui rifiuti, e notano un aumento dell’importo rispetto allo scorso anno.
Paolo Marconcini, presidente di Geofor, spiega come si arriva alla cifra. Il punto fondamentale, secondo il presidente dell’azienda che raccoglie i rifiuti in provincia, è che «si tratta di una tassa e non di una tariffa, pertanto l’importo finisce nelle casse del Comune, che ovviamente poi pagherà a Geofor il servizio reso. Geofor non gestisce, come per altri Comuni, l’organizzazione del sistema di tassazione, che a Pisa viene invece gestito da Sepi, in base alle tariffe stabilite dal Comune». La precisazione serve a far capire che quello che ritroviamo in bolletta è al 100% il costo del servizio, senza ricarichi o altri utilizzi dei soldi versati.
Detto ciò, il passaggio al sistema di raccolta “porta a porta” è il responsabile principale dell’aumento, «perché la partenza di un servizio di sicuro più evoluto, rispetto a quello della raccolta a cassonetto, porta con sé una spesa. Basti pensare al costo del kit (bidoni e sacchi) fornito a tutta la cittadinanza per svolgere correttamente la raccolta differenziata», spiega Marconcini.
A ciò va aggiunto anche il fatto che, insieme alla consegna del kit, con un sistema informatico tramite computer palmare, Geofor registra e aggiorna la platea contributiva, al fine di evitare o ridurre elusioni o evasioni tributarie. Viene da chiedersi: allora era meglio il cassonetto? No, perché avremmo speso ancora di più. La circolare Orlando obbliga al trattamento dei rifiuti che non possono più essere conferiti in discarica senza un pretrattamento; e l’ecotassa colpisce i Comuni poco virtuosi che non raggiungono gli obiettivi di differenziata del 65% (Pisa al momento è al 40).
Quindi l’unico modo per risparmiare è mandare meno immondizia in discarica e questo si ottiene con il “porta a porta” che «si conferma lo strumento migliore che va in questa direzione e consente non di limitare i costi nell’immediato, ma di contenerli nella prospettiva».
Infine, Marconcini ricorda che un’altra voce di spesa da ripagare è la costruzione delle isole ecologiche interrate, «passaggio altrettanto importante per la raccolta differenziata e per il decoro urbano»: questa operazione è stata decisa dal Comune per estendere l’esperienza del litorale anche ad alcune zone del centro storico. L’invito finale è produrre meno rifiuti: Pisa sfiora gli 800 kg annui, quando la media nazionale è attorno ai 490 kg circa. (g.c.)
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