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«Il vice prefetto non può favorire sigle e sindacati»
PISA. Un tavolo tecnico sulla sicurezza a cui è stata convocata solo una sigla sindacale e il ruolo del prefetto vicario in iniziative politiche. Sono i temi sui quali il Siulp, il sindacato di...
PISA. Un tavolo tecnico sulla sicurezza a cui è stata convocata solo una sigla sindacale e il ruolo del prefetto vicario in iniziative politiche.
Sono i temi sui quali il Siulp, il sindacato di polizia, chiede chiarimenti al prefetto Attilio Visconti.
Il sindacato, attraverso il segretario provinciale, Vito Giangreco, invoca trasparenza «circa il comportamento tenuto dal vicario (Valerio Massimo Romeo, ndr) in occasione di un tavolo tecnico sulla sicurezza dallo stesso presieduto e coordinato e che, estromettendo le sigle sindacali di polizia maggiormente rappresentative, di contro condivideva pubblicamente un progetto prospettato dal Silp Cgil quale unica sigla sindacale presente a quel tavolo».
Il Siulp ha scritto al prefetto esprimendo «senza se e senza ma il proprio risentimento non per le argomentazioni riportate in quel documento, che ognuno può giudicare necessarie e rispondenti a realtà o effimere prospettazioni di contenuto propagandistico sindacale, ma per il fatto che le stesse, secondo quanto sostenuto apparivano sponsorizzate da una personalità istituzionale che, per il suo ruolo, abbiamo sempre inteso equidistante, nell'espletamento del proprio compito istituzionale, da etichettature o da vicinanze a questo o quel sindacato, a prescindere la sigla, la colorazione e l'appartenenza politica. Il prefetto Visconti, nell'incontro con il Siulp Pisa, in modo incontrovertibile ha preso le distanze dal comportamento tenuto dal suo vicario, che sin dalle prime battute, ricordiamo, non avevamo esitato a definire politically-incorrect, aggravato dal fatto di essere in campagna elettorale per l'elezione del presidente della Regione».
Giangreco auspica anche un’interrogazione parlamentare sulla vicenda, mentre il prefetto, riguardo al tavolo tecnico a cui il Siulp non è stato invitato, scrive al sindacalista: «Non sono mai state presiedute, dallo scrivente, riunioni tecniche con la partecipazione delle organizzazioni sindacali con all 'ordine del giorno le argomentazioni da lei prospettatemi ed in particolare l'utilizzo di militari dell 'Esercito Italiano a tutela del Palazzo del Governo né il progetto "Numero unico 112". Ritengo, infatti, impraticabile la prima proposta esattamente nei termini spiegati nei giorni scorsi dal questore di Pisa. Per quanto riguarda la seconda, sono a conoscenza di alcune sperimentazioni sul territorio nazionale del progetto 'Numero unico 112" ma non mi risulta che Pisa sia stata individuata come provincia sperimentale dal ministero dell'Interno».
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