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il direttore Fidecaro

«Possiamo crescere attraendo cervelli»

«Possiamo crescere attraendo cervelli»

PISA. Il direttore del dipartimento di Fisica, Francesco Fidecaro, commenta il 30° posto nel mondo raggiunto dalla fisica pisana come «un risultato di grande soddisfazione che va a riconoscere l’impeg...

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PISA. Il direttore del dipartimento di Fisica, Francesco Fidecaro, commenta il 30° posto nel mondo raggiunto dalla fisica pisana come «un risultato di grande soddisfazione che va a riconoscere l’impegno di docenti e ricercatori coinvolti in tante imprese nella ricerca». Solo per fare qualche esempio il direttore ricorda che c’è lo zampino della fisica pisana al Cnr di Ginevra, dove Guido Tonelli per anni è stato fra i principali protagonisti degli esperimenti che hanno portato alla scoperta del bosone di Higgs, una delle particelle più importanti della fisica. Ancora, il satellite Fermi in orbita conduce studi sui raggi gamma anche grazie al contributo dei nostri studiosi; e lo stesso discorso vale per le ricerche sull’antimateria nello spazio che si stanno sviluppando sulla stazione spaziale internazionale, dove Franco Cervelli è nel team che se ne sta occupando.

Ma il prossimo contributo che è atteso dalla fisica pisana è la ricerca delle onde gravitazionali condotta dall’interferometro Virgo montato a Cascina: il progetto, nato nel 1993 grazie ad Adalberto Giazotto, potrebbe portare alla comunità mondiale contributi paragonabili per importanza a quelli del bosone di Higgs, che sono valsi il Nobel per la fisica al suo teorizzatore. Non a caso Fidecaro parla dei risultati attesi (e sperati) da Virgo come «una di quelle grandi scoperte che da cent’anni mancano all’appello».

Ci sarà un Nobel per chi sta lavorando o ha lavorato a Pisa in quel campo? Il professore si schermisce davanti a precoci sogni: «Mi aspetto che la comunità internazionale riconosca l’importanza della ricerca; altro discorso è quello sui destinatari del premio». In ogni caso a Virgo si lavora di gran lena: si stanno per ultimare «gli aggiustamenti che ci permetteranno di passare alla seconda generazione»; un lavoro di finitura nella sensibilità dello strumento che permetterà di migliorare di mille volte la sua capacità di “ascoltare” le onde di cui, nel 1916, Albert Einstein scrisse che nessuno le riuscirà mai a captare. Il lavoro parallelo condotto negli altri due interferometri presenti nel mondo (Louisiana e nello stato di Washington) permetterà di avere tre strumenti sincronizzati che proveranno a rilevare le onde gravitazionali. Fidecaro spiega che «non è un caso che Virgo sia a Pisa: dimostra la capacità che abbiamo di costruire e di allacciare rapporti. Quando andiamo in giro per il Pianeta abbiamo modo di farci notare e questo ci è riconosciuto».

A proposito dei criteri con cui si arriva alla classifica finale QS, quest’anno «la dinamica è un po’ cambiata». E potrebbe aver contato il fatto che l’internazionalizzazione forse ha avuto più peso che in passato. Per questo la Sapienza di Roma è l’unica italiana «davanti a noi, ma si consideri ha il doppio di professori e allievi». Eppure tutta l’Università di Pisa ha puntato sull’internazionalizzazione da quando c’è il rettore Massimo Augello. Fidecaro dà una probabile interpretazione: «È possibile che l’agenzia non intenda il termine come lo decliniamo noi». Per Pisa internazionalizzare significa esportare, non solo attrarre cervelli. L’agenzia QS forse si concentra sugli arrivi e «per la nostra città attrarre può essere difficile». In ogni caso «la logistica sta migliorando» e in futuro la classifica potrà migliorare. (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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