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L’assessore invita i cittadini a bere un caffè al bar rapinato

L’assessore invita i cittadini a bere un caffè al bar rapinato

PISA. Continuano a ritmo serrato le indagini da parte degli agenti della Polfer (i primi intervenuti in via Turati) sulla rapina commessa ai danni della titolare del Biba Bar la scorsa settimana....

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PISA. Continuano a ritmo serrato le indagini da parte degli agenti della Polfer (i primi intervenuti in via Turati) sulla rapina commessa ai danni della titolare del Biba Bar la scorsa settimana. Gli investigatori hanno visionato le immagini registrate da una delle telecamere presenti in via Turati che ha però ripreso il malvivente in pochi fotogrammi e solo di spalle. La Polfer ha anche ascoltato l'operatrice dell'Avr (unica testimone dell'accaduto) presente nella strada limitrofa a Corso Italia al momento della rapina con la speranza di raccogliere indizi utili per risalire al bandito.

L'associazione OltreBinario invita intanto tutti i cittadini a recarsi al locale di via Turati per esprimere vicinanza alla 27enne barista (rapinata e percossa con un bastone) e consumare un caffè o un qualsiasi altro prodotto, offrendo così anche un aiuto economico dopo i mancati introiti in seguito alla chiusura, per la durata di una settimana. Ma anche per l'incasso di vari giorni sottratto dal malvivente. Una sorta di “sommossa” civile e silenziosa quella che auspica l'associazione, in risposta a chi continua a seminare paura nella zona della stazione e nelle aree limitrofe.

L'associazione, per il prossimo mese, assicurerà la presenza dei propri membri all'apertura e alla chiusura del locale. «La nostra presenza alla riapertura del bar è stato un atto bello e importante, anche per far avvertire la vicinanza e la presenza dell'amministrazione e del mondo dell'associazionismo in un quartiere difficile come quello della stazione – commenta Sandra Capuzzi, assessore comunale alle politiche sociali e membro di OltreBinario -. La paura si vince essendo presenti e non scappando dalle città. Atti di questo genere e in generale di microcriminalità e di disagio sociale si combattono uscendo dalle case. Occorre il controllo delle forze dell'ordine – continua Capuzzi -, ma serve anche la collaborazione dei cittadini, che devono osservare e denunciare. E in questi casi è importante che il cittadino vittima di atti di microcriminalità percepisca la vicinanza di tutta la cittadinanza». (d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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