Sicurezza
Camere di commercio nasce il polo formato da Pisa, Lucca e Massa
L’accorpamento con Livorno sembrava naturale ma è saltato perché i labronici hanno scelto Grosseto
PISA. Giorni decisivi per il futuro delle Camere di commercio della Toscana. Le rispettive giunte, che ancora non lo hanno fatto, devono indicare il loro “orientamento” su come procedere al piano di accorpamento degli enti camerali in base all’input arrivato dal governo centrale. Governo centrale che ha deciso di ridurre da 105 a 60 le Camere di commercio, fissando la soglia minima ad 80.000 imprese iscritte nel registro per ente. Stando a questi numeri, solo Firenze in Toscana è in grado di garantire la sua permanenza senza alcun accorpamento con 134.810 imprese al 31 dicembre 2013. Per le altre sono iniziate già le grandi manovre. Manovre in cui Pisa, fino ad ora, è rimasta alla finestra valutando le mosse delle vicine Lucca e Livorno. Ma adesso sembra concretizzarsi una fusione a tre con Massa e Lucca.
I numeri. Dopo la Camera di commercio di Firenze, Lucca e Pisa sono le due con il maggior numero di imprese iscritte. I dati in possesso del ministero dello sviluppo economico sono ancora aggiornati al 31 dicembre 2013 e vedono Lucca con 52.502 imprese e Pisa di poco dietro con 52.071. Al terzo posto Arezzo con 45.394 e poi Livorno con 40.116. La più piccola Camera di commercio è quella di Massa con 26.787.
Pisa con chi sta? Numeri alla mano sembrava quasi naturale una fusione tra Pisa e Livorno che da sole avrebbero superato ampiamente la soglia delle 80.000 imprese. Ma l’ente camerale della città labronica ha votato nel febbraio scorso e ha indicato in Grosseto il suo potenziale partner per l’accorpamento. A questo punto Pisa ha guardato al di là dal Foro, dove la Camera di commercio di Lucca stava già pensando ad un accordo con Massa. Pisa a questo punto potrebbe unirsi proprio proprio a Lucca e Massa. Le prime prove di accorpamento ci saranno il prossimo 15 maggio quando ad una riunione già prevista tra le Camere di commercio di Massa e Lucca prenderà parte la delegazione pisana. Anche lo stesso presidente dell’ente lucchese, Giorgio Bartoli, nell’ultima riunione di giunta, ha ipotizzato una fusione a tre dopo l’iniziale accordo con Massa. La nuova Camera di commercio, così ipotizzata, sfiorerebbe come dimensioni quella fiorentina, confermando quindi Pisa e Lucca come secondo realtà regionali. Va anche detto che Pisa e Lucca sarebbero le uniche due realtà in grado di unirsi superando la soglia di 80.000 imprese, ma in questo caso Massa sarebbe abbandonata a se stessa.
Il quadro regionale. Detto di Firenze che rimarrà autonoma (anche per il suo ruolo di Città metropolitana) e in attesa di capire se il matrimonio Pisa-Lucca-Massa si concretizzerà, sulla carta sono date per fatte (o come spiegato prima ci sarebbe un orientamento in tal senso delle giunte camerali) le altre fusioni: Livorno insieme a Grosseto con il nuovo ente che potrebbe chiamarsi Camera di commercio della Maremma e del Tirreno, Prato con Pistoia e Arezzo con Siena. In tutti questi casi la soglia di 80.000 sarebbe superata o sfiorata per alcune decine di imprese.
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