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Ora i bancarellai rischiano di veder svanire il loro piano

Le bancarelle in piazza Manin
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Le bancarelle in piazza Manin

Gli ambulanti: «Vi sarebbero tutte le condizioni per salvaguardare il futuro degli operatori del Duomo e la piazza. Ma dipende dalla volontà politica del sindaco»

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PISA. Se i Trovatelli vengono acquistati dalla Cassa depositi e prestiti, i bancarellai rischiano di essere tagliati fuori in modo definitivo? E se salta questo possibile approdo della loro vicenda, dopo il trasferimento di piazza del Duomo, ci saranno alternative in grado di ricomporre il tavolo delle trattative? Oppure l’acquisto dei Trovatelli dalla Cassa può in qualche modo anche facilitare gli ambulanti che non vogliono restare in piazza Manin?

Lo scenario resta ancora molto complesso, vista anche la questione dell’eventuale rientro in Piazza dei Miracoli delle 44 bancarelle trasferite per i lavori al Museo delle Sinopie (per i quali sta per arrivare una ulteriore proroga di tre mesi). Rientro rispetto al quale una delegazione di ambulanti ha chiesto delucidazioni direttamente al ministro Franceschini in occasione della sua recente visita alla Certosa. «Dopo le parole del ministro in occasione del nostro incontro - scrivono in un comunicato i bancarellai - ci domandiamo quanto e cosa si debba ancora aspettare perché venga garantito il fondamentale diritto al lavoro di oltre quaranta imprese. Diritto gravemente pregiudicato dal silenzio del Comune di Pisa che, sul loro futuro, si rimette ingiustificatamente alla volontà di altri soggetti. La soluzione del “problema bancarelle” va ricercata e trovata dalla e nell’amministrazione comunale di Pisa e non nei diversi ministeri. Va ricercata e trovata nei vantaggi, evidenti, che una concertazione seria e fattiva tra la categoria e gli amministratori locali potrà dare alla città».

«Ad oggi - concludono gli ambulanti - vi sarebbero tutte le condizioni per poter salvaguardare il futuro degli operatori commerciali del Duomo e le esigenze di tutela e valorizzazione del sito di piazza del Duomo. Sta solo al senso di responsabilità ed alla volontà politica del sindaco e della giunta tradurre positivamente quanto è stato più e più volte loro richiesto. Il tempo delle attese è finito, signor sindaco. È arrivato quello dell’assunzione di responsabilità».

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