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il caso

Ancora notti brave in centro inondate da superalcolici

Carlo Venturini
Buste utilizzate da venditori abusivi di alcolici in piazza dei Cavalieri
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Buste utilizzate da venditori abusivi di alcolici in piazza dei Cavalieri

Intanto nasce il Coordinamento dei Comitati che annuncia un ricorso al Tar contro il piano di classificazione acustica

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PISA. Una rondine non fa primavera. Nonostante il blitz di due notti fa da parte degli uomini della questura, dei carabinieri e dei vigili urbani, i venditori abusivi di alcolici sono tornati in piazza dei Cavalieri. Nella notte tra venerdì primo maggio e sabato 2 maggio intorno all’una ce ne erano sette. Questa volta i carrelli li hanno lasciati in vicolo Santa Margherita e vendevano le birre usando grosse buste di plastica. Come se non bastasse, nonostante la pioggia della scorsa notte, c’erano due suonatori di bonghi il cui rumore si sentiva fino all’inizio di via Ulisse Dini.

Di nuovo i comitati si fanno sentire. Anthony Mancini, del Comitato Mezzogiorno, promuove il nuovo questore Alberto Francini per il corso intrapreso nel controllo della mala movida: «Auspico che il questore continui su questa strada, ma non basta lottare contro i venditori abusivi di alcolici, perché è tempo che i gestori dei pub non si lavino più le mani per quello che accade davanti ai loro esercizi che somministrano birre ed alcol fino alle due della mattina».

Sugli orari, considerati troppo lunghi, per la somministrazione di alcolici si erano espressi anche i Comitati della Cittadella e di Santa Maria: «Basta con il ricatto di alcuni esercizi commerciali secondo cui loro risolleverebbero le sorti economiche del centro storico. No alla pubblica amministrazione che lascia loro carta bianca, mentre devono tutti capire che viviamo nella stessa comunità e non devono essere incompatibili con la stessa e con la salute dei cittadini».

Mancini avverte che la situazione è al limite della sopportazione anche in piazza la Pera dove apriranno altri due locali dell’indotto della movida. «La piazza è già satura di bar, pub, enoteche e ristoranti e se ne apriranno altri due», dice Mancini.

Intanto il Comitato Mezzogiorno ha già le carte in mano per fare ricorso al Tar sul nuovo piano di classificazione acustica che sta per essere varato dal Comune. «Lo abbiamo illustrato al prefetto Visconti – afferma Mancini - e neppure lui ci credeva visto che si consente di sforare i 90 decibel che corrispondono al rumore di un trattore smarmittato».

Il Comitato di Santa Maria vuol ricorrere alla Corte di giustizia europea per le questioni legate all’inquinamento acustico, ossia all’imprescindibile tutela del diritto della salute che va oltre al diritto della libera iniziativa economica.
«Il 6 maggio – spiega ancora Mancini – raduneremo tutti i comitati per avere una strategia comune ma, se il piano di classificazione acustica non cambierà, noi faremo ricorso al Tar».

È noto che il valore aggiunto dei pub sia quello di godere di spazi pubblici fuori del locale. Spazi pubblici su cui però insistono abitazioni dove vivono famiglie con persone che, sembrerà strano, lavorano anche il sabato mattina e bambini che alle 8.30 vanno a scuola a differenza di chi fa le quattro di notte e si sveglia bellamente nel pomeriggio.
Intanto il Comune ha effettivamente rafforzato il servizio di pulizia, con un turno notturno straordinario. In particolare gruppi di sei cassonetti (due per l'indifferenziata, due per il multimateriale e due per il vetro) vengono collocati dagli uomini di Avr, la ditta che gestisce il servizio di pulizia, tra le 19 e le 20 in piazza dei Cavalieri, piazza delle Vettovaglie e piazza Sant’Omobono e rimossi e svuotati a partire dalle 5,20 del mattino successivo.

Alle una della scorsa notte i “grappoli” dei cestini messi dal Comune in piazza dei Cavalieri erano praticamente vuoti, mentre i gradini della chiesa erano pieni di bottiglie e bicchieri di plastica.

Secondo Marco Nuti, presidente del Comitato della Cittadella, soltanto una minoranza degli studenti universitari sarebbe la causa della mala movida, mentre sono tantissimi i giovani che vengono da Cascina, Pontedera e Ponsacco, tirano fino all’alba a bere, parcheggiano in terza fila e poi tornano a casa.
 

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