Finanza
Pd, renziani-dalemiani: il duello
Dagli attacchi sull’Italicum alle regionali. E sullo sfondo la scelta del futuro candidato sindaco di Pisa
PISA. Chi decide chi e che cosa. Chi ha più numeri. In altre parole, chi comanda. La spaccatura tra deputati pisani del Pd - nell’ambito del voto di fiducia sull’Italicum alla Camera - riflette gli scossoni interni al partito democratico che si susseguono in via Fratti. Il renziano Federico Gelli attacca, senza nominarlo, il dalemiano Paolo Fontanelli. «Grave irresponsabilità» non aver votato la fiducia. Fontanelli spiega: «Niente contro il governo Renzi, ma l’Italicum è inadeguato». Ma anche se qualcuno prefigura di conseguenza la Grande Scissione, l’ex sindaco ha già precisato: «Il punto di partenza del mio ragionamento è ancora quello di chi vuole stare e fare la battaglia nel Pd per cambiarne la politica». Poi, dal suo blog, una controreplica: «Le accuse di irresponsabilità? Curioso provengano dagli stessi che, non rispettando le indicazioni della direzione del Pd e del voto della maggioranza dei parlamentari, fecero naufragare le candidature di Marini e Prodi per la presidenza della Repubblica al solo scopo di colpire Bersani».
Schieramenti. Chi sta con Bersani e chi con Renzi, chi dalla parte storica del partito e chi con il nuovo. Il duello si accende. E, in ambito pisano, è tutto dentro la grande corsa ai posti di consigliere regionale. Che peraltro è solo la prima puntata. Le prossime? I congressi comunale e provinciale; e la scelta del candidato sindaco per il post-Filippeschi. Appunto: chi comanda e chi decide chi. Alfieri delle rispettive posizioni sono Antonio Mazzeo, già responsabile dell’organizzazione regionale del Pd, braccio destro del segretario toscano Dario Parrini, a sua volta braccio destro del premier Matteo Renzi. Dall’altra parte il segretario provinciale Francesco Nocchi, la cui candidatura è stata sin dall’inizio appoggiata, anzi spinta, dalla Sinistra dem di Fontanelli. Però non tutto è così lineare. Tanto che sulla diatriba-Italicum, Nocchi prende le distanze: «Mi riconosco nella sinistra del Pd, ma penso che quando viene posta la questione di fiducia da un governo che noi sosteniamo, anche per il rispetto alla regola di maggioranza, si vota pur se la si considera un errore».
Cambiamento. Anche in città i renziani vogliono cambiare l’establishment dalemiano: che abbiano i numeri dalla loro lo hanno dimostrato quando la direzione provinciale del partito è stata chiamata a votare, senza raggiungere la necessaria maggioranza, la lista dei candidati alle regionali. E l’altra sera a Pisa il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Luca Lotti, ha ribadito: «Finito il tempo di aspettare, è arrivato quello di decidere, a partire dalla legge elettorale. Credo che anche Pisa debba ora procedere in questa direzione e sono sicuro che Mazzeo sappia interpretare al meglio le istanze di cambiamento».
Verso le regionali. In ambito locale, però, le cose si ingarbugliano ancora un po’. Quando la renziana-gelliana Patrizia Bongiovanni si è candidata al consiglio regionale, fuori dal ticket ufficiale Mazzeo-Batini, la parte vicina al premier non ha per niente gradito. Vi ha visto una forte manovra di disturbo orchestrata dai dalemiani con il via libera di Gelli. Anzi, qualcuno vi ha letto proprio un asse Fontanelli-Gelli. Che però, alla luce dei contrasti alla Camera, non sembrerebbe proprio tale. Ma in certe vicende è più che opportuno usare massicce dosi di condizionali. Senza dimenticare che il gelliano Massimiliano Sonetti, ex vicesindaco di Pontedera, è considerato il papabile per la successione di Nocchi alla segreteria provinciale.
E sullo sfondo il sindaco. A proposito di asse (o meno) con Fontanelli, gira in città da tempo la voce che il deputato vedrebbe bene, come candidata alla carica di sindaco, dopo Filippeschi, l’onorevole Maria Chiara Carrozza. La quale, riguardo al famoso voto di fiducia, si è invece espressa per senso di unità in appoggio all’Italicum di Renzi. Un tempo definita lettiana, la deputata è dunque andata in senso opposto rispetto all’ex capocordata, altro pisano dissidente. Questo cambierà qualcosa? Ma la giostra per il candidato sindaco si arricchisce di altri dettagli: l’altro nome considerato in pole position, ovvero l’assessore dalle deleghe più pesanti, Andrea Serfogli, in questi giorni firma comunicati stampa con Mazzeo. Insieme hanno ospitato il direttore nazionale dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi (renziano di ferro), che sta dando risposte positive a Pisa su vari fronti aperti da anni. E’ più che un segnale.
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