Il Tirreno

Pisa

la sentenza DEL TRIBUNALE CIVILE

Ladri entrano in casa da un ponteggio: derubato risarcito

Ladri entrano in casa da un ponteggio: derubato risarcito

Il giudice stabilisce la responsabilità dei committenti dei lavori e della ditta che ha allestito le impalcature

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PISA. Se i ladri usando un ponteggio per entrare in casa e commettere un furto, chi ha ordinato i lavori e la ditta che ha allestito l'impalcatura possono essere chiamati a risarcire i danni al derubato.

Lo ha stabilito la sentenza emessa dal giudice Milena Balsamo accogliendo, in parte, le richieste di un cittadino al quale i malviventi erano entrati in casa utilizzando un ponteggio allestito in un palazzo vicino. Un furto da 30.000 euro per il quale il derubato aveva presentato il conto ai committenti dei lavori nell'edificio attiguo e alla ditta che li stava eseguendo. Una causa iniziata 11 anni fa e che ha avuto di recente un primo pronunciamento: il giudice del Tribunale civile ha condannato committenti e impresa a un risarcimento di 8.000 euro. L'importo totale chiesto dal proprietario dell'appartamento non è stato accolto dal giudice perché gran parte dell'oro trafugato apparteneva al figlio minorenne all'epoca dei fatti che non aveva fatto causa.

Le parti erano rappresentate dall'avvocato Silvio Scuglia per il derubato e dai legali De Cesa, Bonistalli, Bernini e Mancini per la ditta e i committenti delle opere.

La storia parte dal furto avvenuto il 13 febbraio 2004 in un appartamento in via Martiri delle Ardeatine. La ditta per ristrutturare facciata e tetto aveva installato i ponteggi in un condominio vicino al palazzo dove poi i ladri erano entrati. Solo che le impalcature si erano trasformate in una "scala" per arrivare fino al terrazzino dell'abitazione da visitare. Una volta raggiunto il terrazzo i ladri avevano scardinato due porte, forzato la cassaforte nascosta dietro a un quadro e rubato oro, monili e gioielli, soprattutto regali di battesimo e cresima del minore. Una stima del perito nominato dai derubati aveva indicato il valore dei beni in 30.000 euro. E così era partita la causa per danni. L'impresa nel frattempo aveva cessato l'attività, anche se poi in giudizio è comparso l'ex socio. Il quale si è difeso sostenendo che il ponteggio era stato montato all'interno di un cortile privato chiuso da un cancello e che al momento del furto era in fase di smantellamento. Inoltre, «non risultava provato il danno e che comunque anche senza impalcatura i ladri avrebbero potuto accedere nell'abitazione attraverso una scala». Il ponteggio ha agevolato l'opera dei ladri e non è stato certo l'unica causa dell'intrusione. Di sicuro ha facilitato il raggiungimento del terrazzino dal quale poi i malviventi si sono introdotti nella casa. Uno dei due committenti condannati ha pagato la sua parte. L'altro ha fatto ricorso in appello. E in secondo grado il proprietario dei gioielli rubati, all'epoca minorenne, avrà modo di costituirsi per chiedere i danni non riconosciuti in Tribunale a Pisa.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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