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Fiducia sull’Italicum il Pd pisano si spacca nel voto alla Camera

Fiducia sull’Italicum il Pd pisano si spacca nel voto alla Camera

Il deputato Gelli attacca i colleghi: «Grave irresponsabilità» Fontanelli: «Niente contro il governo, ma legge inadeguata»

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PISA. «Dispiace vedere alcuni colleghi del Pd provenienti dal mio territorio non aver compreso l’importanza di questo voto». Federico Gelli, deputato pisano del Pd, dopo il primo voto di fiducia sull’Italicum alla Camera attacca i 38 compagni di partito che non hanno votato e in particolare i pisani. Nell’elenco dei “no”, riguardo ai pisani, spiccano i nomi di Paolo Fontanelli ed Enrico Letta (quest’ultimo però eletto nella circoscrizione Marche). Gelli usa il plurale «colleghi» molto probabilmente per allargare il dissenso anche alla senatrice Maria Grazia Gatti, dando per scontato (vista l’appartenenza alla stessa area di dissenzienti) che quando il voto arriverà a Palazzo Madama lei si comporterà come i primi.

«Credo - afferma Gelli - che oggi chi non ha dato la fiducia debba riflettere attentamente sulla gravità del proprio comportamento. Si può anche non essere d’accordo sulla legge elettorale, ma alla fine in democrazia esiste una maggioranza alla quale occorre attenersi». E aggiunge: «In questi anni da molti colleghi mi è stata spiegata l’importanza di appartenere ad un partito. Non si capisce perché questo spirito non debba essere rispettato nelle sue decisioni più importanti». La conclusione: «Andare contro il segretario del partito, la direzione nazionale e soprattutto contro l’attuale maggioranza è, a mio avviso, una scelta di grave irresponsabilità».

Fontanelli, nel suo blog, ribalta il ragionamento: «Nessuno di coloro che nel Pd critica la legge elettorale intende mettere in discussione la stabilità della legislatura. Su questo piano sbaglia Renzi a lanciare la sfida sulla tenuta del governo. Anzi, credo che abbia commesso un serio errore politico che si ritorcerà sulla credibilità della sua politica». Il deputato ribadisce che «vuole stare e fare la battaglia nel Pd per cambiarne la politica. Ma allo stesso tempo non accetto l’idea di votare a favore di una legge che considero nettamente inadeguata in una materia comunque fondamentale per la vita democratica». Invece Maria Chiara Carrozza è tra i sì alla fiducia: «Lo strappo di alcuni parlamentari si farà sentire. Penso che sia dovere di chi guida il partito e il governo cercare di ritrovare l’unità del gruppo. Chi vince ha il dovere di tenere uniti».

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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