Il Tirreno

Pisa

Scoperto atelier per produrre borse con marchi fasulli

Scoperto atelier per produrre borse con marchi fasulli

Sigilli a due macchinari per stampare le false griffe in casa Cinque denunciati dalla polizia, sequestri per 30.000 euro

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PISA. Non solo commercianti di strada. Ma anche produttori. Rigorosamente e sempre abusivi. L’operazione della polizia “Speedy bag” ha portato alla luce un aspetto nuovo sulla piazza della contraffazione pisana: gli ambulanti non solo vendono merce taroccata; si sono messi anche a produrla aggiungendo i marchi delle griffe su borse e borselli acquistati senza loghi.

È quello che è emerso nel corso dell’intervento degli agenti delle volanti, diretti dal commissario capo, Fabrizio Valerio Nocita, concluso con la denuncia di 5 senegalesi per fabbricazione di prodotti con marchi contraffatti e ricettazione, il sequestro di oltre 500 articoli, per un valore complessivo che si aggira intorno ai 30.000 euro.

I poliziotti, coordinati dal sostituto procuratore Giampaolo Melchionna, hanno anche sequestrato due macchinari professionali utilizzati per mettere i timbri sulla pelletteria poi messa in vendita dai diretti interessati o smistata ad altri connazionali.

«Una "concorrenza" spietata in alcune zone del capoluogo spesso contrapposta all'onestà di molti esercenti, venditori stanziali o itineranti di prodotti di marchi non famosi a prezzi modici – è stato spiegato in questura –. C’è una disonestà di pochi che accumulavano profitti attraverso la vendita di prodotti con griffe contraffatte; magari di qualità più scadente dei prodotti "non di marca", ma senza dubbio con maggiore appeal commerciale».

Lo spunto investigativo è arrivato quando, dopo una serie di sequestri tra Piazza dei Miracoli, largo Cocco Griffi e piazza Manin, gli agenti il giorno dopo trovavano gli stessi ambulanti abusivi carichi di merce.

Il primo sospetto è stato quello dell’esistenza di un magazzino del tarocco. Sono iniziate le indagini e quando di sera è stato deciso il blitz gli stessi investigatori sono rimasti sorpresi: nelle due case di piazza Caduti El Alamein e via Umbria abitate da una decina di senegalesi sono state trovate tra ripostigli e garage due marchiatrici a caldo con ancora inseriti i timbri falsi delle griffe, di un valore oscillante tra i 500 e i 2000 euro. Lavoravano di notte per essere pronti ad esporre la mercanzia farlocca di giorno.

All'interno dei due appartamenti, i poliziotti si sono trovati di fronte ad un vero e proprio "atelier del tarocco": centinaia e centinaia di articoli tra cui, jeans, camicie giubbotti, occhiali, scarpe, portafogli e, soprattutto, borse; tutti rigorosamente contraffatti. Gucci, Armani, Prada, Fred Perry, Mickeal Kors, Louis Vuitton, Peutery, Colmar e tante altre.

In tutto sono state sequestrate circa 250 borse, 100 giubbotti, 20 paia di scarpe e 200 tra camicie, jeans, maglioni e portafogli. Portate via anche numerose borse prive di marchio che si trovavano accanto alle macchine punzonatrici, pronte ad essere griffate. Il senegalese residente in via Umbria aveva appena concluso il suo lavoro di “artigiano” taroccatore. Il blitz ha permesso di appurare un nuovo sistema nella filiera della contraffazione. Non più l’acquisto diretto di borse di finte griffe da grossisti partenopei o cinesi. No, ora i senegalesi comprano la pelletteria neutra pagandola meno e poi mettono loro i marchi. Offrendo la merce con un margine di guadagno più alto.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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