La manifestazione
Profughi, ipotesi ex caserma San Vito
Stamani arrivano 11 migranti. Il prefetto: «Dobbiamo avere una sede per gestire i flussi improvvisi»
PISA. L’ex caserma San Vito della Guardia di finanza è una delle ipotesi valutata dalla prefettura come possibile sede del centro di accoglienza provvisoria per migranti.
L’altra soluzione, il complesso dell’ex Asl di via Zamenhof, resta un’alternativa accreditata, mentre sono troppi i contro rispetto ai pro per un’operazione del genere sul litorale, a partire dall’ex ospedale ortopedico.
«Le mie comunicazioni ai sindaci servono per informare e dare notizie - spiega il prefetto, Attilio Visconti -. I cittadini e le istituzioni devono sapere. Non vogliamo centri di accoglienza duraturi che possono creare problemi, ma dobbiamo farci trovare pronti in caso di arrivi massicci. Li cerchiamo tra Pisa, Cascina e San Giuliano Terme. La filosofia dell'accoglienza diffusa non viene messa in discussione».
Stamani arriveranno in Toscana 100 migranti. Di questi sono 11 quelli che, sulla base della percentuale assegnata alla provincia nella ripartizione dei profughi, troveranno ospitalità nell’area pisana. Due saranno accolti a Pisa tra l'ex convento di San Giusto (che già ne ospita 3) e la Croce Rossa; uno andrà nell'ex casello idraulico a San Benedetto di Cascina; 3 a San Ruffino nel Comune di Casciana Terme-Lari e 5 in appartamenti dislocati nel Valdarno Inferiore. In totale in provincia attualmente vengono assistiti 209 profughi.
Il prefetto torna a ribadire la necessità di reperire un punto di accoglienza che possa ospitare 60-70 profughi da sistemare poi attraverso il principio della diffusione di piccoli nuclei sul territorio.
In attesa del bando di gara per individuare un luogo idoneo, restano in piedi le ipotesi dell'ex complesso Asl di via Zamenhof e l'ex caserma San Vito della Guardia di finanza sul Lungarno Simonelli. Vengono ipotizzate anche le cliniche dismesse del complesso Santa Chiara, a ridosso di piazza dei Miracoli.
Anche una palestra sarebbe nell’agenda della prefettura che si sta attrezzando, con centinaia di telefonate da parte dei funzionari, per avere punti di appoggio in modo da non farsi trovare impreparata, come città, alla richiesta di accoglienza poi gestita a livello pratico dalla Croce Rossa.
«Oltre a ospitare i migranti – aggiunge il prefetto – dobbiamo anche garantire un’accoglienza degna di questo nome. E su questo vigileremo con grande attenzione. A breve ci sarà il bando per individuare una struttura. I requisiti sono già delineati dal ministero. Non vogliamo soluzioni di centri con grandi numeri. Al limite può andare bene un albergo, ma per non più di una ventina di posti. Cercheremo di non scontentare le comunità locali. Prima di arrivare allo strumento della requisizione procederemo per gradi. E molto presto ci sarà il bando». Il governo riconosce 35 euro per ogni migrante all’associazione che se ne prenderà cura.
Sul caso profughi, Francesco Auletta, capogruppo di “Una Città in Comune-Prc” sostiene che da mesi «avanziamo una proposta articolata e concreta chiedendo al Comune di mettere a disposizione e utilizzare per la prima accoglienza dei richiedenti protezione internazionale la struttura di accoglienza di via Garibaldi 190, attualmente chiusa. Richiesta che la stessa prefettura ha avanzato trovando l'opposizione della amministrazione. Al contempo abbiamo chiesto al sindaco di avviare un confronto urgente con l'Università, e con altri enti pubblici, al fine di siglare una intesa per l'utilizzo di appartamenti dismessi di loro proprietà; e di individuare nuovi spazi permanenti per l'accoglienza, anche tenendo conto della proposta, lanciata ad aprile 2014 dalle associazioni del Municipio dei Beni Comuni, di utilizzare parte dello spazio dell'ex caserma di via Giordano Bruno - Distretto 42». Per Susanna Ceccardi, candidata in Regione per la Lega Nord, «parlare di "requisizioni" di immobili privati per far posto all'accoglienza dei profughi, suona come un'imposizione dirigista da ex Paese del socialismo sovietico. Perché si parla sempre di "dovere" dell'accoglienza e invece non si parla mai di doveri di chi viene accolto? Perché si parla di diritti dei migranti e i diritti degli autoctoni vengono messi sempre in secondo piano?»(p.b.)
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