Il Tirreno

Pisa

Comitati, nasce il coordinamento «Un fronte sui problemi cittadini»

di Gianluca Campanella

Anthony Mancini (Mezzogiorno): «La nostra idea è stata subito ben accolta dagli altri presidenti» La movida resta il nodo da sciogliere: invito a prefettura, Asl e associazioni a rispettare i protocolli

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di Gianluca Campanella

PISA

I vari comitati cittadini hanno raggiunto un accordo per creare un coordinamento tra le parti e parlare con una voce sola sulle questioni che interessano tutto il comune, non solo i singoli quartieri. L’idea di fare massa critica è stata lanciata qualche mese fa dal “Comitato Mezzogiorno”: all’atto costitutivo sono stati invitati gli altri comitati già regolarmente costituiti (con codice fiscale all’Agenzia delle entrate o con iscrizione nell’albo comunale). La proposta lanciata da Anthony Mancini, presidente del Comitato Mezzogiorno è stata accolta subito con favore dai presenti. È stata decisa, per esempio, una regola della rotazione per individuare il portavoce del coordinamento; e si è preferito non formalizzare questa sorta di associazione di comitati per fare in modo che ognuno conservi la sua autonomia e la sua identità. Ma già c’è un primo esempio di collaborazione su un tema, come pubblicato domenica: il possibile ricorso alla giustizia europea sul tema dell’inquinamento acustico, qualora le autorità cittadine non affrontino il problema. Mancini torna sull’argomento: «Nelle riunioni del nostro Comitato abbiamo analizzato alcune pronunce del giudice amministrativo e della Cassazione penale che dettano importanti e innovativi orientamenti richiamando, in particolare, le Amministrazioni locali nel primo caso e i gestori dei locali nel secondo alle loro espresse responsabilità. Da tempo, abbiamo fatto pervenire non solo le nostre critiche, ma soprattutto le nostre proposte di emendare il regolamento sulle attività rumorose attualmente in fase di approvazione da parte del Consiglio comunale. Si tratta, a nostro parere, di un regolamento piuttosto carente che si presta a diversi profili di illegittimità». Al momento della sua definitiva approvazione, nel caso in cui restasse nell’attuale formulazione, i comitati procederanno a presentare ricorso al Tar per il suo annullamento. Quindi la movida non va demonizzata, specifica Mancini, ma la «malamovida» sì: «La risoluzione del problema deve tener conto di tutti gli interessi in campo», comprese le regole non scritte di convivenza. «Siamo d’accordo con tutta una serie di misure di contenimento del fenomeno, quali quelle riconducibili alle ordinanze relative agli orari di somministrazione o agli orari di apertura, in una logica di ragionevole contemperamento. Il tutto crolla se, però, alle ordinanze non seguono adeguati controlli». E per non lamentarsi e basta, «stiamo ultimando una proposta che presenteremo al prefetto» Attilio Visconti, che di recente ha evidenziato la necessità di mettere più cestini in centro. Ok per lo spirito costruttivo, commenta il presidente del Comitato Mezzogiorno; ma non limitiamoci all’emergenza: «Esiste un protocollo d’intesa sulla movida del 2012, totalmente inattuato, che è stato firmato da Prefettura, Asl 5, Confcommercio e Confesercenti; prevederebbe non solo prevenzione, ma anche bagni chimici e tante altre piccole misure». In tal senso la delocalizzazione della movida è interessante, se c’è «una sinergia e un accordo con i destinatari», tra cui l’Università.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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