Sicurezza
Barista incinta rapinata a colpi di bastone
Aggressione choc alle 7,15 in via Turati. La vittima del bandito è quasi al settimo mese di gravidanza: ricoverata al S. Chiara. «La bimba si è agitata ma sta bene»
PISA. Presa a bastonate e rapinata. Il bersaglio di un bandito solitario che si è infilato in un esercizio pubblico in via Turati alle 7,15 di lunedì 27 aprile è una giovane donna quasi al settimo mese di gravidanza. Si chiama Silvia Pistoia, ha 27 anni ed è la titolare del Biba Bar. Il malvivente non si è fermato davanti a quella giovane donna esile che porta in grembo una bimba che nascerà d’estate. L’ha picchiata e poi è fuggito in sella a una bicicletta bianca. Il bottino è di circa 2.500 euro in contanti e di almeno un migliaio di euro in buoni per prodotti riservati ai celiaci. Oltre a documenti e carte di credito.
Il fatto. L’aggressione choc è avvenuta senza testimoni e a un’ora insolita. La titolare del bar aveva aperto da poco. Era nella stanza dove vengono preparati i panini quando il malvivente ha varcato la soglia. Non ha aperto bocca. Solo il rumore dei passi ha distolto Silvia Pistoia dal suo lavoro all’inizio di una giornata fatto di attenzioni e premure verso i clienti. Si è girata di scatto trovandosi davanti un uomo di media altezza, tratti maghrebini, età dai 30 ai 40 anni, che in mano aveva un bastone. Era di plastica. Lo ha sperimentato sulle proprie gambe la giovane titolare del bar. La prima mossa del bandito è stata quella di alzare il bastone facendolo roteare come se volesse colpirla alla testa. Lei si è riparata con le braccia proteggendosi d’istinto. Nel girarsi ha esibito anche il suo pancione. Un particolare che il rapinatore ha ignorato. Nessuna pietà per una donna incinta senza difese.
«Che spavento». «Mi sono spaventata, ma a lui non gliene è importato granché» racconta Silvia dal letto del reparto di ostetricia e ginecologia del San Chiara. Vedendola da sola in tutta la sua vulnerabilità, il bandito ha approfittato della situazione. Poco distante dal punto in cui c’è stato il faccia a faccia, c’è il bancone del bar. Silvia aveva appoggiato una borsa con i soldi degli ultimi incassi, documenti e i tagliandi per la vendita di prodotti per celiaci per i quali il Biba Bar è convenzionato con l’Asl. Un altro migliaio di euro.
Il bottino. Il malvivente a quel punto ha allungato la mano per arraffare la borsa con il bottino. La titolare ha cercato di reagire per riprendersi il frutto del suo impegno dietro al banco. La risposta è arrivata in un attimo: dopo la minaccia di percuoterla alla testa il nordafricano ha usato il bastone per rifilarle un paio di colpi alle gambe. Silvia è tornata indietro ancora più intimorita, soprattutto per le conseguenze sulla piccina provocate dall’assalto. Silenzioso e rapido come era arrivato, il bandito solitario se ne è andato. Ha inforcato una bicicletta bianca per dirigersi verso via Pascoli dove ha svoltato per andare in zona Corso Italia.
I video. All’esterno del bar c’è la videosorveglianza della Camera di commercio che potrà essere utile alla polizia per estrapolare frammenti significativi sull’identikit dell’uomo. E tra via Pascoli e Corso Italia ci sono le telecamere del Comune. Gli occhi elettronici possono rivelarsi determinanti per catturare il picchiatore della donna incinta.
«Sto bene e anche la bimba non ha sofferto in modo particolare. Era solo molto agitata». Ricoverata a scopo precauzionale al Santa Chiara dopo una prima visita a Cisanello, Silvia Pistoia, residente a Ospedaletto, racconta la sua disavventura. Martedì 28 aprile verrà dimessa. L’episodio è avvenuto dopo che la donna aveva dato il cambio nel bar al suo ragazzo che lavora in zona come parrucchiere. Dentro il locale c’era solo lei. Fuori un’addetta dell’Avr stava pulendo la strada. E poi è comparso il bandito. «Ho provato a inseguirlo, ma non ce l’ho fatta – dice –. A metà di via Turati si è voltato e ha proseguito la fuga. Aveva la carnagione color nocciola. Non lo avevo mai visto prima di stamani (ieri, ndr). Non ha mai aperto bocca. Indossava un piumino senza maniche, un cappellino da baseball e jeans». Sia a Cisanello che al Santa Chiara, la futura mamma è stata sottoposta a una serie di accertamenti per le sue condizioni di salute e per quelle della piccina. Il tracciato ha escluso conseguenze sul feto che, però, ha risentito della vicenda. Il monitoraggio ha evidenziato una certa agitazione nella bimba. «Il bastone era di plastica, per fortuna – aggiunge la futura mamma –. L’ho sentito bene. Le telecamere ci sono. Speriamo servano a qualcosa».
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