Attenzione
«Quei miei due compagni caduti»
Paolo Pistoia ricorda quando disertò dalla Rsi e divenne partigiano
PISA. «Nel 70° anniversario della Liberazione voglio ricordare quei ragazzi, tutti originari della provincia di Pisa, che insieme a me nel 1944 furono rastrellati e inviati a Sacile del Friuli a svolgere il servizio militare nella Repubblica Sociale Italiana».
A lasciarsi andare ai ricordi è Paolo Pistoia: «Decidemmo di disertare e cercammo contatti con gli antifascisti della zona per raggiungere le formazioni partigiane sulle montagne. Avevamo tutti un’età compresa tra i diciannove e i vent’anni: io, Guido Betti, Silvano Parra di San Frediano a Settimo, Enrico Pugi di Capannoli, Lanciotto Rocchi di Casciana Terme, Francesco Marconcini di Partino, Sergio Stefanini di Pisa e un certo Gabbani di Pontedera. Combattemmo nella divisione “Giuseppe Garibaldi – Nino Nannetti” che operava contro i nazifascisti nelle province di Belluno, Treviso, Pordenone e nel bosco del Cansiglio».
«Forse allora - prosegue Pistoia - nessuno di noi era del tutto consapevole dei rischi e dei pericoli, nessuno pensava di morire; sicuramente avevamo molta consapevolezza del perché avevamo fatto una scelta così netta, irreversibile: volevamo dare il nostro contributo per liberare il paese dalla dittatura. Due dei miei compagni, Enrico Pugi e Silvano Parra, persero la vita in una delle tante azioni di guerra e caddero in combattimento il 14 novembre del 1944. La libertà di oggi la dobbiamo un po’ anche a loro e spero che la memoria di quanto accaduto all’epoca non vada perduta».
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