Sicurezza
Musei statali, gestione al Comune per lanciare il circuito dei lungarni
Possibile svolta per Palazzo Reale e San Matteo. L’assessore: «Decide il ministero, siamo disponibili» E gli Arsenali Repubblicani restaurati potrebbero ospitare la nuova sede della Fondazione Cerratelli
PISA. «Quello del circuito museale dei lungarni è un progetto da portare avanti. Ora però dobbiamo capire quali sono le intenzioni del ministero dei Beni culturali, ovvero se si concretizzerà l’idea di delegare ai Comuni la gestione dei musei statali». Ecco un fronte che torna ad animarsi quasi all’improvviso. L’assessore alla cultura Andrea Ferrante apre questo versante aggiungendo subito: «Se dovesse accadere, me la sentirei». Da un auspicio a un proposito il passo è breve.
Il circuito. Del circuito museale dei lungarni è da tantissimi anni che si sente parlare. Per ora si può dire che Palazzo Blu, attività privata, è un’eccellenza che sa abbinare qualità dei programmi e benefici economici, anche per il territorio. Si può aggiungere che la differenza dovrebbe farla il Museo delle antiche navi, sotto il coordinamento della Sovrintendenza, altro soggetto pubblico, che prima o più aprirà. Poi ci sono realtà come il museo di Palazzo Reale e il San Matteo che, al di là degli sforzi, non riescono a spiccare come vorrebbero; e il museo della grafica a Palazzo Lanfranchi che lancia invece segnali di crescita («ha la sua forza», dice l’assessore). Ma di vero circuito museale, di sistema, com’è nell’idea di molti, non è il caso di parlare.
Nuova gestione. La situazione, come rivelato da Ferrante, è però in movimento. Perché l’offerta cultural-museale dei lungarni nei prossimi mesi si svilupperà tanto e in modo significativo. Questo è un capitolo importante e da approfondire. Certo che il passaggio della gestione delle strutture statali - ovvero musei di Palazzo Reale e San Matteo - al Comune, o comunque una gestione coordinata di tutte le strutture, darebbe un’accelerata all’intero processo, creando un collegamento automatico con il museo delle grafica. «Un obiettivo è costruire eventi di qualità, uniformando l’offerta nell’anno e attivando con maggiore forza i principali canali di comunicazione, che sono ormai sempre più determinanti», dice l’assessore descrivendo la “filosofia” alla quale fa riferimento.
Offerta più ampia. L’altro aspetto è l’arricchimento culturale dei lungarni, grazie ai progetti Piuss e non solo. L’area della Cittadella, all’altezza di lungarno Simonelli, è il fulcro di questo arricchimento in corso d’opera. Se le previsioni saranno rispettate, a fine anno dovrebbe intanto aprire una parte del Museo delle antiche navi agli Arsenali Medicei. I progetti Piuss stanno portando a compimento il recupero degli Arsenali Repubblicani, a pochi passi dai Medicei, una struttura inizialmente pensata al servizio del Museo delle navi. E davanti il restauro del fortilizio della Cittadella permetterà di allestire nei locali il museo civico di Pisa. Allontanandosi di poco dal lungarno, la Cittadella Galileiana proporrà il museo dedicato allo scienziato, unendosi al museo del calcolo. Nell’allargamento dell’offerta rientra anche la Chiesa della Spina, su lungarno Gambacorti, dove da poco sono iniziati i lavori di sistemazione delle coperture: la Spina potrà poi ospitare mostre temporanee ed eventi.
Secondo polo. Dunque, grandi ambienti di pregio che tornano a disposizione con un nuovo look, e l’esigenza di essere “animati” all’altezza della loro importanza. «Quella della Cittadella sarà un’area da arricchire di servizi - dice Ferrante - e sulla zona sono in corso riflessioni che chiamano in causa le strategie ed i programmi che dovranno essere seguiti per permettere un’adeguata fruizione». A tali riflessioni si lega anche la necessità di individuare zone ampie per parcheggi turistici, dopo che l’ipotesi di avere gli spazi della Bechi Luserna sull’Aurelia, nell’ambito del progetto caserme, sembra ormai essersi allontanata. Ma il polo di attrazione, dopo piazza del Duomo, sarà alla Cittadella. E agli Arsenali Repubblicani potrebbe trasferirsi da San Giuliano, in tutto o in parte, la Fondazione Cerratelli con la sua collezione di costumi teatrali e cinematografici, una delle più prestigiose e cospicue. L’idea gira, l’assessore sorride e non smentisce.
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