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Pisa

Comitato per un nuovo liceo Buonarroti

Comitato per un nuovo liceo Buonarroti

È stato costituito da un gruppo di genitori, insegnanti e studenti. L’obiettivo è avere una scuola sicura

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PISA. Si è costituito il “Comitato per il diritto all’istruzione in una scuola sicura-Filippo Buonarroti, Pisa”. L’esigenza di far nascere un comitato, si legge in una nota dei promotori, «è nata dopo l’ennesimo incidente che, per puro caso, non ha causato vittime». Il riferimento è allo scorso 17 marzo, quando in uno dei laboratori del liceo che si trova nel complesso Marchesi è crollato un lucernario di vetro in orario di lezione, fortunatamente mentre l’aula era vuota. «Il crollo - si legge ancora - è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso delle preoccupazioni degli studenti, che da tempo denunciano i disagi dovuti alle cattive condizioni di manutenzione della scuola». La preoccupazione si è trasformata in una manifestazione spontanea che ha portato gli studenti del complesso Marchesi a manifestare sotto la sede della Provincia, incontrando prima il presidente della Provincia, Marco Filippeschi, poi il prefetto Attilio Visconti.

Il giorno successivo gli studenti avevano tenuto un’assemblea nel cortile della scuola decidendo di non entrare. Nei giorni successivi sono stati avviati i lavori di manutenzione ritenuti fattibili e più urgenti. Alla luce di quanto accaduto un gruppo di genitori, insegnanti e studenti ha dato vita al comitato, aperto alla partecipazione di tutte le componenti dell’istituto e di tutti i cittadini che vorranno sottoscrivere i suoi obiettivi.

Il principale dei quali è che «la scuola debba essere un luogo sicuro e accogliente dove accrescere le proprie conoscenze e apprendere la convivenza democratica, senza rischiare ogni giorno la vita a causa di strutture degradate e che non rispondono alle più elementari norme di sicurezza. Il comitato è apartitico e ha lo scopo di sollecitare con iniziative pubbliche gli organi competenti a realizzare in tempi rapidi, con metodiche trasparenti e con il minor carico possibile per la collettività e l’ambiente, una struttura che garantisca il diritto allo studio in un ambiente sano e sicuro. Il comitato, che si è organizzato in gruppi di lavoro, «si pone anche un compito propositivo e di vigilanza nelle varie fasi di realizzazione dell’intervento, avvalendosi della forma partecipata dell’assemblea per una progettazione realmente partecipativa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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