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Popolare Cep allo stremo: dal Comune solo promesse

Popolare Cep allo stremo: dal Comune solo promesse

La polisportiva rischia di chiudere: è senza sede ormai da un anno i dirigenti accusano Palazzo Gambacorti di voler ghettizzare il quartiere

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PISA. La Polisportiva Popolare Cep è senza palestra e senza sede da un anno e rischia di morire.

E’ il grido di dolore di di Luca Dini (presidente), Massimiliano Foschi (vicepresidente dela polisportiva e presidente Canottieri Antoni), Roberto Cini (direttore) e Daniele Salvestroni (segretario) accompagnato da unaspra polemica: «Il Comune risponda a una semplice domanda: c'è la volontà politica di farci ripartire o vuole continuare a ghettizzare la Polisportiva Popolare Cep e un quartiere intero? Pretendiamo una risposta».

Il sodalizio è cresciuto proprio intorno alla palestra popolare, che a sua volta era nata a supporto dell'equipaggio della Barca Celeste per la regata di San Ranieri e delle altre manifestazioni storiche pisane. La Canottieri "Federico Antoni", società che ha allestito l'equipaggio di Santa Maria nelle ultime edizioni, si è associata alla Polisportiva, creando una sinergia tra manifestazioni storiche, sport amatoriale e quartiere.

«Era nata così - spiegano i dirigenti - la palestra popolare, recependo, allargando e sviluppando una tradizione che al Cep era cominciata, nei locali cosiddetti sottomercato, circa trent'anni fa. Una realtà preziosa che dava la possibilità a tutti di accedere alla pratica sportiva e con tutti gli avanzi di gestione reinvestiti in attività sul quartiere».

Era nato insomma un centro aggregativo «dove davvero le manifestazioni storiche non erano un corpo separato, ma facendole vivere nel quartiere attraverso la palestra, dava la possibilità a tanti giovani e non solo di avere qualcosa da fare e - magari - aiutava qualcuno a stare lontano da situazioni di disagio giovanile ed alta marginalità».

Ma le vicende legate alla gestione di quei locali prima dell'avvento della Popolare Cep, hanno portato alla loro chiusura su ordine della Magistratura un anno fa, l'11 aprile 2014.

E ora? «Se non si trova una soluzione in tempi brevi, rischia di finire tutto lasciando il quartiere orfano ed in abbandono da quell'amministrazione comunale che, invece, all'indomani della chiusura della palestra aveva promesso di aiutarci a trovare una soluzione per riaprire in tempi brevi. Da parte nostra abbiamo promesso al quartiere massimo impegno, fino a rappresentare al Comune di Pisa che, individuato un terreno idoneo, eravamo disposti a ricostruire la palestra prefabbricata a nostre spese, senza chiedere al comune finanziamenti ma solo il permesso di costruire. In varie circostanze, allora, abbiamo incontrato gli assessori Serfogli, Sanzo, Eligi, Zambito e l'ex Danti (a dire il vero quello che ci ha considerato un po' di più) e vari dirigenti. Ci fu assicurato "nessun problema, voi individuate il terreno ed il permesso arriva in venti giorni"». Ma sino ad ora non ne è seguito nulla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione Pisa