Il Tirreno

Pisa

«Caos legalizzato col piano acustico»

«Caos legalizzato col piano acustico»

I presidenti dei comitati di Santa Maria e della Cittadella chiedono al Comune di rivedere il testo definito «inaccettabile»

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PISA. «Con il nuovo piano acustico del Comune, se non verrà cambiato, il caos sarà legalizzato». Lo dicono Francesco Pozzi e Marco Nuti presidenti dei comitati Santa Maria e La Cittadella. «Attendiamo da anni un regolamento contro i rumori - dice Pozzi -, c’era un accordo del comitato con il Comune già nel 2013 che lo definiva come “prioritario” ma ad oggi abbiamo solo un testo inaccettabile che prevede autorizzazioni alle emissioni sonore esterne a distanza di 25 metri l’una dall’altra, e quindi il caos regnerà sovrano». La collocazione delle centraline antirumore dell’Arpat chieste da alcune famiglie della zona di Santa Maria secondo Pozzi va benissimo, «perché consentirebbe di avere dati oggettivi».

Per ora sono quattro gli esposti presentati alle competenti autorità richiedenti l’intervento di Asl ed Arpat per le questioni legate ai rumori. Per Nuti, il piano acustico che è fermo in commissione comunale è sbagliato perché pieno di deroghe. «Il piano inoltre, è stato concepito senza tener conto della struttura architettonica delle piazze e delle stradine del centro storico - dice Nuti -. A questo punto, poteva essere preso un qualsiasi piano acustico di una qualsiasi città e copiarlo per Pisa».

Però fare uno studio piazza per piazza sarebbe stato ancora più lungo e costoso. «Sì - aggiunge Nuti - ma sarebbe servito a qualcosa visto che le strade e le piazze del centro storico sono una sorta di anfiteatro con rumori che rimbalzano sui palazzi a ridosso e si forma una sorta di effetto galleria e i doppi vetri alle finestre servono a poco».

I residenti pongono molte speranze nel piano acustico perché il vero problema della movida sono i micro-locali il cui unico valore aggiunto sono le strade e le piazze dei quartieri dove si riversano gli avventori con il classico bicchierone di birra di plastica. Ed in strada fare le tre di notte con il bar che dà birra fino alle due, è un attimo. Fatto sta che di alternative a Pisa non ce ne sono: o si beve in strada o tutti in casa, studenti e residenti a guardar la tv o a smanettare su Internet. Il Comune non sa che fare, ma l’ateneo sì, e pompa in rete un video bellissimo dal titolo Welcome to the University of Pisa (https://www.youtube.com/user/Videounipi), un omaggio bellissimo a Pisa ed ai suoi saperi, sì, diurni. La Pisa notturna è affar solo del Comune. (ca.ve.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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