Il Tirreno

Pisa

La burocrazia blocca otto posti letto da dare agli studenti

Manca un certificato antincendio e la residenza di via da Buti al momento può ospitare soltanto 24 persone invece di 32

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PISA. È stata più volte inaugurata, ma solo dall'inizio dell'anno accademico in corso ha iniziato ad ospitare gli studenti. Per la residenza artistica per studenti universitari di via da Buti, realizzata dal Comune come intervento sperimentale di edilizia sostenibile e ceduta per la gestione al Dsu, l'azienda regionale per il diritto allo studio universitario, sembra però non esserci pace. La residenza, che dovrebbe ospitare 32 studenti assegnatari di borse di studio, ha aperto le sue porte solo a 24 borsisti. Otto posti letto sono quindi disponibili, ma non ancora assegnati. Il Dsu, nonostante i tanti studenti in attesa di un posto letto, non ha potuto provvedere alla completa assegnazione della struttura in quanto l'immobile è privo del Cpi, il certificato rilasciato dal comando provinciale dei vigili del fuoco che attesta il rispetto della normativa per la prevenzione degli incendi.

Secondo l'azienda regionale per il diritto allo studio universitario, per ottenere il certificato sono necessari alcuni documenti che il Comune tarda ad inviare. Per Palazzo Gambacorti, invece, l'immobile è stato consegnato completo di collaudo e di tutte le certificazioni e i documenti necessari. Nonostante l'assenza del Cpi, il Dsu sottolinea «la regolarità dell'operazione e dell'attuale assegnazione dei posti letto in quanto – spiega l'azienda regionale per il diritto allo studio universitario – con la presenza di 24 studenti non occorre quel tipo di certificazione».

Per poter aprire la residenza, il Dsu, in assenza del certificato di prevenzione incendi, ha dovuto però elaborare un piano di chiusura di alcune stanze. «L'obiettivo – continua l'azienda – è assegnare al più presto tutti i posti disponibili». Proseguono intanto gli iter burocratici per portare a termine gli altri tre progetti che complessivamente offriranno circa 860 posti letto agli studenti universitari: San Cataldo, Paradisa e Santa Croce in Fossabanda, struttura che sarà utilizzata temporaneamente dal Dsu per lenire l'emergenza abitativa studentesca in attesa della costruzione della residenza da 240 posti letto di San Cataldo (i cui lavori potrebbero partire per l'inizio dell'estate), e il recupero della Paradisa (520 posti). Per quest'ultima, l'iter sembra però complicarsi. Il progetto per la ristrutturazione dell'immobile, da circa 3,5 milioni inizialmente preventivati lieviterà ad oltre cinque milioni di euro.(d.r.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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