La manifestazione
Santoni, il consiglio d'istituto: "Edificio pericoloso"
Chiesta una nuova sede al posto del Marchesi
PISA. «È giunto il momento di voltare pagina, abbandonando una struttura nata e realizzata male e di pensare a una nuova struttura sicura, funzionale, energeticamente sostenibile. In qualità di protagonisti e utenti principali della scuola, chiediamo di essere parte attiva nelle decisioni in merito alla localizzazione e alle caratteristiche della nuova sede».
Dopo il liceo Buonarroti anche il Santoni, “inquilino” del complesso Marchesi, chiede una nuova sede. E lo fa con un documento approvato all’unanimità dal consiglio di istituto. Viene ritenuto urgente e ormai improcrastinabile che l'amministrazione provinciale e le altre autorità preposte diano agli studenti, alle famiglie e al personale di questo istituto dia una risposta chiara e risolutiva in merito ai gravi e numerosi problemi che condizionano pesantemente lo svolgimento delle attività didattiche. I problemi sulla sicurezza sono reali e quotidiani in un immobile di «inadeguatezza progettuale dell'edificio, che già dal primo giorno di utilizzo, nel 1977, ha presentato gravi lacune» dicono al consiglio di istituto.
Eccole: molteplicità di accessi di fatto impossibili da controllare; inadeguatezza del microclima, sempre troppo caldo o troppo freddo; acustica pessima: da una classe si sente l'altra, con sovrapposizione continua dei suoni e effetti insopportabili di confusione; nella maggior parte delle aule si lavora con la luce artificiale per tutta la mattina; fragilità di tamponamenti e rivestimenti; ricordiamo inoltre la situazione igienico-sanitaria insostenibile: l'attuale edificio è la casa ideale per una colonia sempre più numerosa di piccioni; una inaccessibilità di molte zone dell'edificio per una ordinaria pulizia; aule con spazi irregolari e disordinati che non favoriscono la necessaria concentrazione. «Nel tempo il "Concetto Marchesi" è diventato un vero e proprio rifugio al pianterreno aperto, non presidiato e non presidiabile - di marginali di tutti i tipi – conclude il documento –. Le spese di ordinario esercizio, sempre elevate, hanno assorbito ingenti risorse senza che si ottenesse un miglioramento della situazione».
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