La manifestazione
Dopo sei mesi riaperte le Poste di Mezzana
A novembre 2014 vennero consegnate le chiavi al sindaco di San Giuliano Adesso la speranza è che possa tornare in attività l’ufficio di Castelmaggiore
MEZZANA. Ieri, dopo quasi sei mesi, ha riaperto l’ufficio postale di Mezzana. Era infatti il 14 novembre scorso quando, alla presenza dei rappresentanti di Apes e di Poste Italiane, furono consegnate le chiavi dei locali al sindaco Sergio Di Maio e ai rappresentanti dell’amministrazione comunale per effettuare i lavori necessari alla riapertura. A febbraio la conclusione di questi interventi e la riconsegna alle Poste per procedere alla riapertura di ieri.
Soddisfazione, ovviamente, viene espressa dal sindaco Di Maio: «Finalmente potrà essere restituito alla comunità di Mezzana l’insostituibile servizio dell’ufficio postale. Il percorso di recupero non è stato semplice ma la volontà di fare presto e l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, amministrazione comunale, società Geste e Poste Italiane, hanno permesso di raggiungere l’obiettivo in tempi comunque tollerabili, vista l’entità dei lavori. Un’altra promessa è stata mantenuta».
L’ufficio postale di Mezzana non rientrava tra quelli che Poste volevano chiudere nel loro piano di riorganizzazione; la questione riguardava solamente la ristrutturazione dell’edificio che era in condizioni precarie. Sulla vicenda si era mobilitata anche la locale sezione del Pd per chiedere una veloce realizzazione degli interventi per non privare la frazione di un importante servizio. Era invece tra quelli da “tagliare” l’ufficio di Castelmaggiore a Calci che Poste aveva inserito tra quelli della nostra provincia interessati al piano di chiusure. Anche in questo caso sono arrivate buone notizie con la decisione di Poste Italiane di sospendere il piano che sarebbe scattato dallo scorso 13 aprile. Commenta il sindaco di Calci Massimiliano Ghimenti: «Grazie alla mobilitazione locale (dal sindaco nei confronti dell’Anci, fini al documento congiunto del consiglio comunale e alla raccolta di firme di “Uniti per Calci, ndr) è prevalso l'interesse delle comunità. Il piano era infatti unilaterale e colpiva territori dove l’ufficio postale è un presidio necessario per la popolazione, soprattutto quella più anziana».
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