Il dolore
Carte clonate in un ristorante
Sgominata dalla guardia di finanza una banda. Acquisti illeciti in centri commerciali di mezza Toscana
PISA. Il complice lavorava in un ristorante di Roma che, attraverso uno skimmer clonava le carte di credito dei clienti. I codici venivano trasmessi a una banda che operava in Toscana e anche fuori regione. La finanza ha accertato che oltre 60.000 euro sono stati spesi in centri commerciali per comprare televisori Sony e Samsung, smartphone Apple e Samsung, notebook Apple e Sony, climatizzatori De Longhi. Ma anche abbigliamento, calzature e occhiali da sole di marca acquistati a Forte dei Marmi. Materiale pronto a essere ricettato, venduto on line a prezzi stracciati, inviato anche in Romania e Moldavia, le nazioni d’origine della banda formata da dieci persone di cui due donne. Tuttavia, i soldi venivano anche spesi in night-club ed è per questo motivo che l’inchiesta del comando provinciale della Guardia di Finanza di Pisa è stata chiamata “Moulin Rouge”.
Il lavoro delle fiamme gialle era cominciato nell’estate del 2013 dopo segnalazioni giunte dalla Esselunga di Pisa e dal Carrefour di San Giuliano per acquisti risultati con carte di credito clonate. Il comando provinciale della guardia di finanza di Pisa, per cercare di scoprire i responsabili, ha coinvolto le società che gestiscono le varie carte di credito. La banda usava i vari codici in più luoghi quasi contemporaneamente. Per esempio, il solito codice di una carta veniva usato a Firenze e, dopo neanche dieci minuti, a Viareggio. Evidente che non poteva essere possibile. Un giorno arriva alla finanza la segnalazione da un centro commerciale dell’hinterland di Viareggio di un acquisto anomalo. Le fiamme gialle visionano subito il filmato: alla cassa si era presentata una coppia. Le telecamere esterne sul parcheggio mostrano anche la coppia che si avvia verso l’auto. Ingrandendo l’immagine, i finanzieri leggono la targa della macchina. La coppia viene identificata: vive a Viareggio. Per questo motivo, l’inchiesta viene coordinata dal sostituto coordinatore Sara Polino della procura della Repubblica di Lucca.
L’inchiesta accerta che la banda ha effettuato acquisti o anche tentativi di spendita nelle province di Pisa, Lucca, Pistoia, Firenze, Massa, Roma e Bologna.
Proprio in un ristorante di Roma, alle dipendenze dello stesso locale, agiva chi attraverso una speciale apparecchiatura elettrononica, lo “skimmer”, riusciva a trafugare i codici delle carte di credito a ignari clienti. Passo dopo passo, le fiamme gialle hanno individuato gli immobili usati dalla banda seppure non riconducibili direttamente a loro. E la perquisizione è stata fondamentale perché sono stati trovati i prodotti comprati con le carte clonate pronti per essere ricettati. La raccolta di prove ha portato alla denuncia di dieci persone moldave e rumene ritenute, a vario titolo, responsabili di frode informatica, associazione per delinquere, ricettazione.
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