Il Tirreno

Pisa

«Scelte già fatte, altro che concertazione»

di Daniele Benvenuti
«Scelte già fatte, altro che concertazione»

Ambulanti all’attacco: «Il vero obiettivo è impedirci di tornare in piazza Duomo, ma non possiamo restare dove siamo»

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Il nuovo assessore al commercio Andrea Ferrante, dal momento del suo insediamento, ha trovato solo il tempo per una fugace riunione con le associazioni di categoria ed i bancarellai alle quali si era impegnato di dare seguito per approfondire le questioni. Approfondimento che non è mai avvenuto e che invece troviamo sul giornale». E’ dura la replica da parte di Gianmarco Boni, presidente del Consorzio dei bancarellai del Duomo “Pisa dei Miracoli”, alle dichiarazione dell’assessore al Tirreno sul futuro delle attività ambulanti, per le quali sembra non esserci possibilità di rientro nella loro sede originaria di Piazza dei Miracoli al termine dei lavori al Museo delle Sinopie (peraltro verso un’ulteriore proroga rispetto all’ultimo termine fissato il prossimo 31 maggio). Un rientro finalizzato, per i commercianti, ad avere le risorse economiche per sostenere poi acquisto e restauro dei Trovatelli, edificio nel quale spostare in modo definitivo le loro attività. Un’operazione da 30 milioni di euro, che significherebbe per ognuna delle 44 bancarelle sostenere una spesa di quasi 700.000 euro.

Boni attacca: «Ferrante parla delle sentenze del Consiglio di Stato e del Tar affermandosi infastidito dall’equazione fine lavori-rientro in piazza. Vorremmo ricordare che è lo stesso provvedimento di spostamento temporaneo di cui siamo stati destinatari a stabilire che il trasferimento era strumentale ai lavori sulle Sinopie. Ora, o i diversi assessori al commercio parlano sempre a titolo personale, oppure questa è sempre stata la volontà del Comune. Ovvio che ad oggi sia più che dimostrato che è quest’ultimo il solo fine che il Comune persegue».

Forti critiche dal Consorzio anche all’interpretazione che dà l’assessore al decreto Franceschini, l’Art Bonus, per la tutela delle aree monumentali: «Troppo comodo dare la colpa al ministero per impedire il rientro delle bancarelle in piazza. L’Art Bonus è infatti molto chiaro: il ministero dà indicazioni, ma poi sono i Comuni ad avviare i procedimenti per la revoca delle autorizzazioni. Senza dimenticare l’indennizzo - insiste - visto che non esiste un luogo di pari livello economico in cui spostare le attività. Siamo ancora una volta davvero dispiaciuti ed offesi dall’atteggiamento di Palazzo Gambacorti. L’assessore Ferrante nel suo intervento ha parlato di concertazione con le associazioni. Concertazione che, come troppo spesso avvenuto, viene intesa come comunicazione da parte del Comune dei suoi provvedimenti. Speriamo che il ministero e per esso gli organi periferici, così attenti alle bancarelle di Pisa - conclude Boni - pensi anche alla vergogna dei Trovatelli. Per la quale noi siamo gli unici ad avere una soluzione credibile. Ma forse, anzi certamente, questo al Comune non interessa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa