Il Tirreno

Pisa

la parola ai giovani

«Non è distruzione ma solo voglia di divertimento»

di Danilo Renzullo
«Non è distruzione ma solo voglia di divertimento»

PISA. «Non è una distruzione la nostra, ma solo divertimento». Nicola Sicurani, 21 anni, barista all’aeroporto, nei weekend anima la movida pisana insieme ad un gruppetto di amici - studenti e...

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PISA. «Non è una distruzione la nostra, ma solo divertimento». Nicola Sicurani, 21 anni, barista all’aeroporto, nei weekend anima la movida pisana insieme ad un gruppetto di amici - studenti e lavoratori che frequentano le piazze del centro, ogni tanto “armati” di strumenti musicali - ma non ci sta a passare come un disturbatore o un vandalo. «Il messaggio che si fa passare è che i ragazzi che si riuniscono in piazza, o chi suona uno strumento, sono diventati il problema della movida - sottolinea Sicurani -, da filmare e punire». Questa l’ultima proposta del prefetto Visconti, che ha consigliato alle forze dell’ordine di filmare chi commette infrazioni o schiamazzi prolungati e procedere, al di fuori della movida, per prendere i provvedimenti consentiti dalla legge».

«Operazioni del genere - prosegue il giovane - non vengono eseguiti nemmeno per combattere spaccio e delinquenza». La dura convivenza tra chi rivendica il diritto al riposo e chi quello al divertimento è un tema - nel tempo diventato un problema - di cui si discute da anni, ma senza mettere in campo soluzioni concrete. Una, secondo Sicurani e i tanti giovani che frequentano nei weekend le piazze del centro, sarebbe l’installazione di un numero maggiore di cestini nei punti più critici e la presenza di bagni pubblici per limitare almeno il degrado post-movida e fornire anche un servizio alle migliaia di pisani e turisti che ogni giorno attraversano il centro storico.

«L’amministrazione comunale - continua il 21enne - si sta nascondendo dietro un dito perché da anni c’è il problema delle bottiglie rotte, dell’assenza dei cestini e dei venditori abusivi di birre. Basterebbero pochi accorgimenti per contenere il problema e non reprimerlo, anche perché non è possibile farlo: non si può impedire di stare nelle piazze». Cestini e bagni pubblici nelle zone “calde” potrebbero limitare il degrado, ma anche la presenza delle forze dell’ordine potrebbe funzionare da deterrente, «ma non con le telecamere nascoste», precisa Sicurani.

«Le istituzioni - continua - potrebbero mettere in campo tanti piccoli accorgimenti e magari anche un incontro tra l’amministrazione ed i ragazzi potrebbe aiutare a cercare una soluzione. Più che un problema da reprimere, come avviene tutti gli anni, la movida è un fenomeno da controllare, così come è stato fatto in molte altre piazze italiane ed europee».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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